Iniziativa n.12 - Napoli, 6 Luglio 2009

 

Resoconto della iniziativa culturale n. 12

 Si è svolto lunedì 6 luglio l’incontro su “Bagnoli: quale futuro?” che campaniArchitetti ha organizzato accogliendo i numerosi spunti di riflessione che Bagnolineide, il libro recentemente pubblicato da Gerardo Mazziotti, pone all’attenzione della nostra categoria professionale.
L’evento è stato sponsorizzato da PorteAmato, l’azienda che ha fatto della ricerca della qualità il suo punto di forza, ed ha visto la partecipazione di esponenti del mondo della politica e della cultura cittadina, moderati da Ermanno Corsi, giornalista RAI.
Il dibattito, è stato introdotto da Antonio Sassone, segretario di campaniArchitetti, che ha ringraziato i relatori ed i numerosi colleghi intervenuti, ribadendo l’impegno dell’associazione a promuovere il confronto sulle tematiche che maggiormente sollecitano il nostro impegno di professionisti e di cittadini.
Ermanno Corsi quindi, sottolineando come il libro di Mazziotti rappresenti con grande puntualità la storia della città attraverso la vicenda di Bagnoli, ha invitato gli ospiti presenti al tavolo della discussione ad esprimersi in merito alle responsabilità rispetto ad una situazione di stallo che di fatto ha lasciato irrisolta la questione del recupero alla città di questo comprensorio ricco di potenzialità e di bellezza, benché mortificata.

Bagnoli: quale futuro? campaniArchitetti promuove il dibattito.


In occasione della presentazione del libro Bagnolineide. Odissea di una trasformazione urbana dell’arch. Gerardo Mazziotti, campaniArchitetti promuove il dibattito sulle prospettive di trasformazione dell’area di Bagnoli. Bagnoli: quali futuro? è, infatti, il tema del convegno che si terrà a Napoli il 6 Luglio 2009 alle ore 17,00 presso la sala Caracciolo di Palazzo Alabardieri, in via Alabardieri 38.
All’incontro, moderato da Ermanno Corsi, prenderanno parte: Gerardo Mazziotti, Rosario Altieri, Presidente Nazionale AGCI, Carmine De Marco, Storico del Meridione, l’on. Pietro Diodato, Consigliere Regionale della Campania, l’on. Antonio Parlato, Presidente dell’IPSEMA, Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale “Fareambiente”, Margherita Rocco, socio di campaniArchitetti, l’on. Salvatore Ronghi, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania.
I lavori saranno introdotti da Antonio Sassone, segretario di campaniArchitetti.

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Bagnoli tra rinascita e degrado. Alcune considerazioni.

Quando si parla della Bagnoli “che verrà” affiorano alla mente parole come “disatteso, negato, mancato” con riferimento al futuro di una parte del nostro territorio tesa tra sogno e realtà, rinascita e degrado, e vittima di uno sviluppo annunziato, ma non ancora realizzato.
Il “caso Bagnoli” ha avuto inizio nel 1991 con l’interruzione delle attività dell’ILVA, che negli anni 70’ offriva lavoro a più di 10.000 persone. Da allora è trascorso circa un ventennio e Bagnoli ancora attende le necessarie opere di bonifica delle acque come del suolo; ancora è oggetto di progetti futuri e futuribili, che restano solo sulla carta e nell’immaginario di chi li ha ideati, e, di chi ne dovrebbe fruire.
Tornando all’epoca dei fatti, con la chiusura degli impianti e la cessazione di tutte le attività industriali inizia il lungo processo di trasformazione territoriale di Bagnoli, acutamente definito dall’urbanista Gerardo Mazziotti “BAGNOLINEIDE”, con l’intento di assimilarlo alle travagliate peregrinazioni dell’eroe omerico conclusesi, tuttavia, in un felice epilogo con il ritorno di Odisseo a Itaca. Dall’epopea classica la vicenda di Bagnoli, invece, si differenzia per un mancato epilogo, per una disattesa trasformazione urbana e per un futuro ancora più incerto.
Da Bagnoli è partito nel 1998 il processo di revisione del Piano Regolatore Generale – con l’entrata in vigore (con Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania) della Variante per l’area occidentale – “operazione” che avrebbe dovuto avviare quel processo di trasformazione urbana preludio alla Bagnoli futura, città delle meraviglie. Pregiudizialmente a qualsiasi possibile utilizzo delle aree dismesse, naturalmente, si sarebbe dovuto procedere alla bonifica del sito come dei fondali marini e dell’arenile di Coroglio.
Per meglio comprendere la “questione” è opportuno affrontare preliminarmente l’aspetto della bonifica, e, in secondo luogo la problematica del riutilizzo del sito, secondo quanto previsto dall’avvicendarsi degli strumenti urbanistici.

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