Iniziativa n.12 - Napoli, 6 Luglio 2009
Resoconto della iniziativa culturale n. 12
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Si è svolto lunedì 6 luglio l’incontro su “Bagnoli: quale futuro?” che campaniArchitetti ha organizzato accogliendo i numerosi spunti di riflessione che Bagnolineide, il libro recentemente pubblicato da Gerardo Mazziotti, pone all’attenzione della nostra categoria professionale. |
Bagnoli: quale futuro? campaniArchitetti promuove il dibattito.
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Bagnoli tra rinascita e degrado. Alcune considerazioni.
Quando si parla della Bagnoli “che verrà” affiorano alla mente parole come “disatteso, negato, mancato” con riferimento al futuro di una parte del nostro territorio tesa tra sogno e realtà, rinascita e degrado, e vittima di uno sviluppo annunziato, ma non ancora realizzato.
Il “caso Bagnoli” ha avuto inizio nel 1991 con l’interruzione delle attività dell’ILVA, che negli anni 70’ offriva lavoro a più di 10.000 persone. Da allora è trascorso circa un ventennio e Bagnoli ancora attende le necessarie opere di bonifica delle acque come del suolo; ancora è oggetto di progetti futuri e futuribili, che restano solo sulla carta e nell’immaginario di chi li ha ideati, e, di chi ne dovrebbe fruire.
Tornando all’epoca dei fatti, con la chiusura degli impianti e la cessazione di tutte le attività industriali inizia il lungo processo di trasformazione territoriale di Bagnoli, acutamente definito dall’urbanista Gerardo Mazziotti “BAGNOLINEIDE”, con l’intento di assimilarlo alle travagliate peregrinazioni dell’eroe omerico conclusesi, tuttavia, in un felice epilogo con il ritorno di Odisseo a Itaca. Dall’epopea classica la vicenda di Bagnoli, invece, si differenzia per un mancato epilogo, per una disattesa trasformazione urbana e per un futuro ancora più incerto.
Da Bagnoli è partito nel 1998 il processo di revisione del Piano Regolatore Generale – con l’entrata in vigore (con Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania) della Variante per l’area occidentale – “operazione” che avrebbe dovuto avviare quel processo di trasformazione urbana preludio alla Bagnoli futura, città delle meraviglie. Pregiudizialmente a qualsiasi possibile utilizzo delle aree dismesse, naturalmente, si sarebbe dovuto procedere alla bonifica del sito come dei fondali marini e dell’arenile di Coroglio.
Per meglio comprendere la “questione” è opportuno affrontare preliminarmente l’aspetto della bonifica, e, in secondo luogo la problematica del riutilizzo del sito, secondo quanto previsto dall’avvicendarsi degli strumenti urbanistici.














