Resoconto dell'incontro di Venerdì 9 Maggio 2008
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Si è aperta Venerdì 9 Maggio la manifestazione “Maggio dell’Architettura “ organizzata a Nola da CampaniArchitetti con il patrocinio dell’assessorato ai Beni Culturali di Nola. Nel salone dei Medaglioni della Curia Vescovile il sindaco Felice Napolitano e l’assessore alla cultura Arturo Cutolo hanno accolto gli intervenuti, esprimendo apprezzamento e interesse per l’occasione di confronto tra i professionisti e la pubblica amministrazione che la manifestazione intende creare. Essi hanno sottolineato, in particolare, come la bellezza e la qualità del contesto storico-architettonico della città di Nola e del suo territorio costituiscano un importante riferimento nella costruzione della nuova architettura. |
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Dopo i saluti delle autorità presenti ha preso, quindi, la parola l’arch. Antonio Ciniglio, vicepresidente di CampaniArchitetti, che ha presentato questa giovane associazione costituitasi nel 2007 ed ha illustrato gli obiettivi dell' iniziativa sottolineando l'opportunità di "cominciare a porre anche in sede locale l'architettura come problema politico". Ha poi annunciato la volontà della suddetta associazione, attraverso l’istituzione del premio CampaniArchitetture, di fornire un riconoscimento alla committenza capace, come avveniva nel passato, di promuovere la buona architettura. |
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Quest’anno il premio sarà assegnato a Gianni Punzo, presidente del distretto Cis-Interporto-Vulcano Buono, per la committenza del Vulcano Buono, che porta la prestigiosa firma dell’arch. Renzo Piano. |
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L’intervento del prof. Rizzi su “Bellezza e terribilità” ha sviluppato una riflessione sul "fare architettura" contemporaneo mostrando come l’universalità dei miti classici possa costituire una chiave di lettura della condizione presente. In particolare, ha sottolineato come spesso il "fare architettura" sia oggi ridotto ad una dimensione puramente tecnicistica e normativa perdendo, di fatto, quel riferimento ai principi estetici ed etici che ha sostenuto l’ispirazione dell’architettura “classica”. |
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Egli ha quindi richiamato la necessità di riportare al centro dell’ispirazione progettuale l’attenzione alla “forma” perché attraverso di essa l’architettura diventa luogo di relazione e di sintesi tra le esigenze contingenti ed i principi universali, superando l’auto-referenzialità della visione del progettista, spesso evidente in tante opere contemporanee che rinunciano a porsi in dialogo con il contesto. |
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