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Nelle splendide sale del Palazzo S. Alfonso Maria de’ Liguori, messe cortesemente a disposizione dalla dott.ssa Paola de' Liguori di Presicce, si è svolto ieri, 25 febbraio 2009, il convegno organizzato da CampaniArchitetti su SVILUPPO SOSTENIBILE ED AMBIENTE attraverso il quale l’associazione ha inteso sollecitare il dibattito sulla opportunità di sperimentare un nuovo modello di pianificazione, fondato sul rispetto dell'ambiente naturale e costruito e sulla partecipazione di tutti i soggetti che, con ruoli diversi, sono coinvolti nelle trasformazioni di un territorio, a scala urbana o regionale.
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L’arch. Margherita Rocco che, come presidente di CampaniArchitetti ha aperto i lavori, ha, infatti, sottolineato come l’interesse dell'associazione sia orientato verso quelle tematiche di interesse collettivo rispetto alle quali la professionalità di architetti ed urbanisti è chiamata a confrontarsi con sempre maggiore urgenza. In tal senso l’associazione sente di poter costituire uno strumento per favorire la partecipazione, la rappresentazione di idee e prospettive diverse, in sintonia con le esigenze della sostenibilità.
Dopo la breve introduzione dell’arch. Rocco, ha preso la parola l’arch. Giuseppe Mirra, socio di CampaniArchitetti, che in qualità di moderatore del dibattito ha presentato i relatori partecipanti al convegno ringraziandoli della loro disponibilità.
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Il primo relatore ad intervenire è stato Vincenzo Acampora, presidente IACP Napoli, che ha fatto presente come anche nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica inizino a promuoversi progetti di edilizia sostenibile nei quali si sperimenteranno sistemi innovativi di alimentazione energetica e sensori elettronici per il monitoraggio continuo della staticità dei fabbricati. Un esempio è rappresentato in tal senso dal progetto pilota di bio-architettura messo in campo nella città di Nola con la collaborazione del Comune e della Regione Campania.
Acampora ha poi rilevato come la questione della sostenibilità si ponga con grande attualità a proposito del più volte annunciato "piano casa" che, se da una parte può rappresentare una risposta alla domanda di abitazioni economicamente accessibili, dall’altra impone di far tesoro delle esperienze negative del passato evitando di dar vita ad agglomerati residenziali monofunzionali che nel tempo hanno prodotto disagio sociale ed emarginazione.
Secondo Acampora è necessario partire dall’esistente, come ad esempio il piano trasporti di Cascetta o i grandi centri commerciali extraurbani per sviluppare, intorno a questi poli, comunità autosufficienti dal punto di vista dei servizi. Partire dall’esistente, ha detto ancora, è anche utilizzare i vuoti urbani, gli edifici o le aree dismesse per destinarle ad ospitare servizi ed attrezzature, nell’ottica di una rivitalizzazione del territorio.
Dopo il presidente IACP è intervenuto il Consigliere comunale Mariano Anniciello che ha invitato a riflettere sulle conseguenze che nella vita individuale possono avere fenomeni di carattere globale come l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Anniciello ha quindi sottolineato l’importanza dell’essere informati sulle conseguenze che le scelte connesse ai consumi individuali possono avere sull’ambiente al fine di avere un comportamento più responsabile.
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Tiziana D’Amico, architetto e socio di CampaniArchitetti, ha invece posto l’accento sugli aspetti di natura tecnico-professionale che il concetto di ambiente e di sostenibilità rivestono nell’attività di architetti ed urbanisti.
Un primo aspetto, ha detto l’arch. D’amico è legato all’assenza di una esplicita definizione legislativa di “ambiente”. Il riferimento per chi opera nell’ambito della pianificazione è il D.Lgs. n.152 del 2006 (Testo Unico Ambientale) che agli art. 5 e 300 definisce l’impatto ambientale ed il danno ambientale introducendo poi due procedimenti di valutazione quali la VAS (valutazione ambientale strategica) e la VIA (valutazione di impatto ambientale) attraverso i quali si tenta di verificare la compatibilità della pianificazione con la tutela ambientale.
Il concetto di sostenibilità, ha detto ancora l’architetto D’Amico, deve essere declinato a diversi livelli: al livello di pianificazione urbana, di sviluppo edilizio ed infine al livello della scelta delle tecniche costruttive e dei materiali.
A livello urbano, la sostenibilità richiederebbe scelte orientate ad allentare la compattezza delle aree urbane, dove spesso mancano spazi verdi e attrezzature destinate ai servizi. Piuttosto che costruire il nuovo può essere necessario recuperare l’esistente e rivitalizzare le aree abbandonate. Le nuove costruzioni, infatti, obbediscono a logiche di mercato, ma spesso sono incuranti di problemi quali la produzione di rifiuti ed il consumo di energia, rispetto ai quali la produzione edilizia rappresenta un contributo molto pesante.
Per quanto riguarda, infine, l’aspetto delle tecniche costruttive e dei materiali sostenibili, l’arch. D’Amico ha osservato come, da una parte, manchi una formazione specifica in tale direzione da parte dei professionisti e come, dall’altra, il problema sia anche rappresentato dal considerevole impatto economico che la scelta di tecnologie eco-compatibili ha ancora sull’utente finale.
Ancora per quanto riguarda i materiali, molto lavoro c’è da fare per arrivare ad una certificazione di sostenibilità riferita all’intero ciclo produttivo, evitando così la frequente contraddizione che prodotti venduti come eco-compatibili siano in realtà ottenuti con procedimenti inquinanti e con grande consumo di energia.
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L’intervento di Mario Festa, Presidente dell'associazione Rosso Democratico, si è collegato alla parola “partecipazione” sottolineando che il ruolo dell’associazione da lui rappresentata è proprio quello di guardare ai problemi della realtà urbana in cui viviamo non da un prospettiva tecnica, ma da cittadini che si auto-organizzano per dar voce ad esigenze semplici, ma ineludibili come quella di vivere il mare o di usufruire di spazi verdi o più in generali di luoghi di incontro. E cita in tal senso l’iniziativa promossa dalla sua associazione per la rivitalizzazione di Porta Grande e di Porta Piccola finalizzata a far risaltare le potenzialità turistiche e culturali di quest’area che merita interventi molto più incisivi rispetto al semplice arredo urbano.
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Carmine Maturo, responsabile Turismo e Tutela Beni Culturali per Legambiente Campania, è stato l’ultimo dei relatori ad intervenire ed ha posto l’accento su alcune questioni che ha definito basilari: l’importanza di incontrarsi e di confrontarsi sui problemi, il recupero del senso civico, la necessità di incentivare la manutenzione urbana quale attività da cui può derivare anche lavoro e ripresa economica, l’importanza infine di coinvolgere i cittadini nelle decisioni che riguardano la vita dei quartieri e della città.
L’arch. Nunzia Coppola, socio di CampaniArchitetti, ha sviluppato quindi le conclusioni del convegno rilevando come molto spesso gli architetti abbiano dimenticato il ruolo dell’architettura e la necessità di mettere al centro dell’attenzione gli esseri umani ed i loro bisogni primari. I temi della partecipazione, dell’inclusione sociale, propri di un approccio sostenibile allo sviluppo sono, dunque, estremamente attuali ed urgenti, ha aggiunto richiamando a tal proposito una citazione particolarmente significativa: “L'architettura ha bisogno di trovare i suoi fili antichi e collegarli strettamente alle possibilità del moderno. Non può trascurare nessuno dei mondi che invade, in un universo che ha bisogno più di ogni altra cosa di rispetto, sensibilità, forza, audacia e umiltà. Il compito più importante per i tecnici del futuro è stabilir connessioni con l'uomo e con l'ambiente e la società. Da questo intreccio di relazioni può rinascere l'architettura nella sua prospettiva di un futuro bio ecologico e bio-etico".
Il convegno si è concluso in serata con un momento di convivialità a cui hanno partecipato i numerosi colleghi presenti.
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