Radon

 DOMANDA
Un edificio è composto da due appartamenti, il primo al piano rialzato comunicante con un seminterrato e l'altro al primo piano. Desidero sapere, ai fini della protezione dal radon, se  conviene abitare:
 
- al piano rialzato, prendendo alcune precauzioni nel seminterrato come il pavimento sopraelevato e le pareti areate e creando così delle intercapedini collegate con l'esterno per lo smaltimento di eventuale gas radon (preciso che la proprieta' del seminterrato è divisa tra il piano rialzato, mq 60, ed il primo piano, mq 40);
- al primo piano senza alcuna precauzione nel seminterrato.
 
Inoltre si dice che solai e pareti lascino attraversare l'aria. Per chi non e' del settore diventa difficile, dunque, prendere una decisione perchè se si sceglie di abitare al primo piano, senza aver adottato delle precauzioni al piano rialzato, si corre il rischio di avere il radon in casa che proviene dal solaio dell'abitazione sottostante; d'altra parte se si sceglie il piano rialzato, adottando le precauzioni sopra esposte soltanto per la parte del seminterrato di pertinenza dell'appartamento, ci si potrebbe trovare il radon in casa proveniente dalla parte di seminterrato di proprietà del primo piano.
Grazie per un chiarimento.

RADON


 
RISPOSTA
Nella domanda postami mancano indicazioni di elementi che possano orientare verso una risposta precisa. Mi spiego.
Il radon è un gas pesante presente in natura; può provenire dal suolo ma è presente anche nell’acqua ed in molti materiali da costruzione: cemento, tufo e così via. Non so il fabbricato in questione con quali materiali è costruito, ma sarebbe importante saperlo per capire orientativamente quali concentrazioni di Radon ci possano essere. Aggiungo inoltre che per essere sicuri del livello di concentrazione si dovrebbero fare dei rilievi in loco. Il livello del Radon, infatti, potrebbe anche essere inferiore alla soglia minima prevista dalla normativa e quindi non dannosa. Questo servirebbe ad evitare spese inutili.
Nella scelta dell’alloggio da occupare posso dirti che abitare al piano seminterrato e rialzato presuppone, ovemai ci fosse una concentrazione di Radon al di sopra della soglia minima di sicurezza, tutta una serie di accorgimenti che troverai appresso descritti; se, invece, scegli di abitare al piano superiore senza che i livelli inferiori siano trattati per l’abbattimento del Radon equivale a vivere circondato da questo gas che si infiltrerebbe attraverso i solai, le murature e gli impianti. In definitiva se il Radon c’è bisogna intervenire altrimenti ovunque tu decida di abitare non sarai protetto da esso.
Alla luce di quanto detto sopra ti fornisco qui di seguito alcune informazioni generiche che possono aiutarti. Se hai ancora dubbi puoi ricontattarmi dandomi però maggiori informazioni.
RIMEDI
La scelta del metodo più adatto al singolo edificio dipende da molti fattori e deve essere oggetto di discussione e di accordo tra tutti i soggetti interessati (proprietario, eventuali occupanti, imprese). L'intervento sull'edificio è un compromesso tra efficienza dell'abbattimento del radon, costi di installazione ed esercizio, accettabilità da parte degli occupanti, facilità di manutenzione, incidenza sulle abitudini di vita, durabilità nel tempo. Vi sono diversi modi per ridurre la concentrazione di radon in un Ambiente.
Ventilazione:
Un aumento della ventilazione dell'ambiente diluisce il radon presente. Questo metodo si realizza con l'ausilio di un ventilatore. I problemi connessi con questo sistema sono legati alla necessità di recupero del calore nei mesi invernali. Il metodo è più adatto per applicazioni in ambienti di lavoro. Se già esiste un impianto può essere adattato oppure può essere installato ex novo.
Pressurizzazione dell'edificio:
In questo caso si cerca di incrementare la pressione interna dell'edificio, in modo da contrastare la risalita del radon dal suolo. In pratica l'aria interna spinge il radon fuori dall'edificio. Anche in questo caso è necessario l'ausilio di un ventilatore.
Questo metodo è utilizzato quando è presente un vespaio al di sotto dell'edificio. Aumentando la ventilazione del vespaio si diluisce il radon presente e di conseguenza meno radon si trasferisce nell'edificio. L'incremento della ventilazione può essere realizzato aumentando il numero delle bocchette di aerazione ed eventualmente applicando un ventilatore. In alcuni casi la semplice pulizia delle bocchette di aerazione presenti porta ad un abbassamento della concentrazione di radon.
Questa è la tecnica maggiormente consigliata, se convenientemente applicabile, in situazioni in cui la concentrazione di radon risulti molto elevata. Si tratta di realizzare sotto la superficie dell'edificio un piccolo ambiente per la raccolta del gas radon. Questo "pozzetto" viene collegato ad un piccolo ventilatore. In tal modo si realizza, all'interno del pozzetto, una depressione che raccoglie il radon e lo espelle in aria impedendo che entri all'interno dell'edificio.
Sigillatura delle vie di ingresso:
Con questo metodo si tenta di chiudere tutte le possibili vie di ingresso. La sigillatura può essere a carico delle fessure, delle giunzioni pavimento-pareti, dei passaggi dei servizi, (idraulici, termici, delle utenze, ecc.), oppure a carico di tutta la superficie in contatto diretto con il suolo. Si utilizzano particolari materiali polimerici per la sigillatura parziale, fogli di materiale impermeabile al radon per la sigillatura totale.
 

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