Punto della situazione.

CampaniArchitetti è consapevole che – con il DPR 7 agosto 2012, n. 137, entrato in vigore il 15.08.12 – siamo nel pieno di una fase critica, per la professione di Architetto, in Italia.

Questa fase, iniziata nell’agosto del 2012, si chiuderà nell’agosto del 2013, allorché scatterà l’obbligo di assicurazione per i singoli professionisti, la formazione continua e saranno operativi i «Consigli di disciplina», mentre è già operante la pubblicità «libera» e, per l’ennesima volta, sono state abrogate le tariffe professionali.

Non si è riusciti ad evitare l'obbligo di stipulare un'assicurazione. Si è ottenuto, solamente lo slittamento di un anno, per rendere operativo il provvedimento. Il CNACCP e l’Inarcassa hanno facoltà di stipulare convenzioni collettive ed è difficile prevedere l’ordine di grandezza del premio che ogni singolo Architetto sarà chiamato a sborsare annualmente (si può ipotizzare – adottando un intervallo ampio – che dovrebbe essere compreso tra 150 e 250 €). Giacché il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha chiuso un accordo il quale prevede per i propri iscritti una polizza assicurativa che costa 260 € l’anno, per un massimale di 250.000 €, l’ordine di grandezza del premio dovrebbe essere quello detto prima.
Il DPR 137/12 sancisce l'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai Consigli Nazionali.  Attendiamo l’emanazione di questo regolamento, che dovrà essere approntato entro un anno dall’entrata in vigore del DPR 137/12 (e cioè entro l’agosto 2013). Il DPR 137/12 precisa:

«Il consiglio nazionale dell'ordine o collegio disciplina con regolamento, da emanarsi, previo parere favorevole del ministro vigilante, entro un anno dall'entrata in vigore del presente decreto:
a) le modalità e le condizioni per l'istituzione dei corsi di formazione di cui al comma 9, in modo da garantire la libertà e il pluralismo dell'offerta formativa e della relativa scelta individuale;
b) i contenuti formativi essenziali dei corsi di formazione;
c) la durata minima dei corsi di formazione, prevedendo un carico didattico non inferiore a duecento ore; …»

L’unico aspetto positivo è che «i corsi di formazione possono essere organizzati anche da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti, autorizzati dai consigli nazionali degli ordini o collegi.» (comma 9° - Art. 6 del DPR 137/12).

L’associazione campaniArchitetti – legalmente costituita – dovrà affrontare la questione, mettendosi in grado di organizzare questi corsi, in maniera che siano utili e a costi stracciati. In realtà tali corsi dovrebbero essere gratuiti (per legge).

Chi non adempirà sia agli obblighi dell’assicurazione e della formazione continua sarà sanzionato disciplinarmente.

E’ in dirittura d’arrivo la formazione dei «Consigli di disciplina».
Il CNACCP ha approvato il Regolamento per i Consigli di disciplina (che, a giorni, dovrebbe essere pubblicato sulla G.U.).
I «Consigli di disciplina» saranno organi del tutto indipendenti dai Consigli degli Ordini. Non solo le due cariche di Consigliere dell'Ordine e Consigliere del «Consiglio di disciplina» non saranno compatibili, ma il singolo componente del «Consiglio di disciplina» non può avere alcun legame di parentela o societario con i Consiglieri dell’Ordine.
I componenti dei «Consigli di disciplina» saranno in numero pari ai Consiglieri del corrispondente Ordine. A Napoli, quindi, avremo 15 «Consiglieri di disciplina» perché 15 sono i «Consiglieri dell’Ordine».
Al Presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede l’Ordine (nel nostro caso il Presidente del Tribunale di Napoli) spetta il compito di comporre il «Consiglio di disciplina», attingendo i nomi da una rosa trasmessa dal Consiglio dell’Ordine (che dovrebbe essere composta da un numero di nominativo doppio, rispetto ai componenti da scegliere: 30 nomi per scegliere 15 Consiglieri).

La pubblicità è cosa fatta. Il DPR 137/12 dice:

«la pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l'attività  professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, è libera». E’ importante sottolineare l’inciso «con ogni mezzo», che rende possibile qualunque forma di pubblicità.
Le tariffe professionali – a partire dal Decreto Bersani del 2006 – sono abrogate e il DPR 137/12 afferma:

«il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico».

L’Inarcassa ha deciso aumento immediato dei contributi minimi a 3.000,00 € annui, a partire dal 2013.

Come si può riscontrare dalla lettura dei documenti contenuti nelle sezioni di questo sito dedicate alla professione, l’associazione campaniArchitetti ha avviato una azione di difesa della categoria dal 2007, con grande impegno e con risultati che – noi per primi – non giudichiamo soddisfacenti. Si è riusciti a stabilire proficui contatti con Architetti di altre parti d’Italia, si è riusciti a bloccare qualche provvedimento particolarmente afflittivo, si è riuscito a sensibilizzare una parte della categoria, ma era impresa certamente più grande di noi evitare che si giungesse allo situazione in corso, che vedrà il suo acme nell’agosto del prossimo anno.

E’ inutile analizzare i motivi che hanno portato al compiersi di questo scenario o evidenziare limiti ed incapacità (a partire dalle nostre, giustificate – però – da scarsissimi mezzi a disposizione e dall’esiguo numero degli aderenti all’associazione, che ha toccato punte di una trentina di aderenti attivi e quotizzanti). La categoria non ha reagito. Ha dato, quasi, l’impressione di non credere al verificarsi di questi accadimenti (che, in verità, hanno dell’incredibile).
Ciò che di peggio può accadere adesso è che si scateni la «canea urlante», che ci si comporti come i capponi di Renzo, che si beccavano tra loro mentre – legati insieme per le zampe – erano condotti laddove gli avrebbero tirato il collo, che si trovino dei capri espiatori, che si dia la colpa a questi o a quelli.

Serve, invece, una grande coesione, una serenità d’animo e – forzandosi oltre ogni limite – un grande ottimismo sul futuro. Non può piovere per sempre (si dice forse con una certa fondatezza).

E’ possibile ancora salvare il salvabile: contenere al massimo i premi dell’«assicurazione obbligatoria», costituire associazioni che organizzino corsi di aggiornamento professionale utili e a costi bassissimi e – soprattutto – avviare un’azione che reintroduca le tariffe, che riduca i contributi minimi previdenziali (accorpando, ad esempio, più Casse private di previdenza, in maniera da attuare un formidabile «spending review»). Sono possibili vari interventi “lenitivi”.

Sarebbe possibile, infine, aprire degli spazi di lavoro – a Napoli – cogliendo le occasioni che concretamente si presentano: gli interventi sul Centro Storico, il «Piano Città», la riqualificazione di Bagnoli, i necesari interventi di adeguamento sismico degli edifici scolastici, il resuscitare il «fascicolo del fabbricato» e via dicendo.

L’associazione continuerà ad esistere e a garantire un impegno. Continuerà, forse, a non centrare obiettivi di politica professionali (quelli culturali e promozionali – con 14 iniziative all’attivo – li ha perfettamente centrati), ma, almeno, potrà dire: «Ci abbiamo provato e … di più non potevamo fare».