MANTINI-CHICCHI: ecco la sintesi del testo-base della Riforma delle Professioni

Come si era accennato in un precedente articolo, il 1 ottobre (e non il 13 settembre, come era previsto) è stata presentata, alle Commissioni (Congiunte) Giustizia ed Attività Produttive, la bozza del disegno di legge sulla Riforma delle Professioni.
I relatori, on. Pierluigi Mantini e on. Giuseppe Chicchi, hanno consegnato una sintesi, rimandando gli approfondimenti alle relazioni esposte e ai dibattiti parlamentari, che è il risultato delle integrazioni tra le proposte di legge (Mantini, Siliquini, Laurini, DDL Mastella ed altre) e le richieste avanzate da tutti i soggetti auditi dalle Commissioni (Ordini, Casse di Previdenza, Associazioni, Antitrust, etc…).
Nel testo, visionabile in allegato, è scritto che “La riforma è raccomandata dalla UE per garantire la libera concorrenza e circolazione dei professionisti; dall’Autorità per la concorrenza che segnala in particolare vincoli all’accesso; dalla necessità di tutelare di più gli utenti che si trovano in condizioni di svantaggio informativo; dalla necessità di regolamentare il mondo delle professioni “nuove” che hanno peso crescente sul mercato dei servizi e si trovano in un limbo legislativo che può danneggiare l’utente (è utile precisare lo skill professionale)”.
Abbiamo pensato: vuoi vedere che finalmente si và nella direzione giusta? Vuoi vedere che riusciremo, una buona volta, ad uscire da un sistema vincolistico, in pieno accordo con le normative europee per la concorrenza dei mercati professionali?
Con grande entusiasmo, quindi, ci siamo apprestati a leggere il documento; quella sorgente, tanto agognata, dove attingere a più riprese l’acqua della rinascita, ha ben presto lasciato spazio a nauseabonde secchiate di liquido stagnante, che ci hanno ben presto soffocato, più di qualsiasi cappio, maneggiato ad arte da abili boia.
Si può sapere a quale Europa si ispira il testo Mantini-Chicchi?
Il punto 5 recita: “Formazione. La formazione e l’aggiornamento sono attività proprie degli Ordini che naturalmente non devono essere esercitate in regime di monopolio. Vengono esercitate attraverso convenzioni con università o enti accreditati. Allo scopo di garantire l’utente sul livello di formazione permanente garantito dal professionista, si propone di introdurre un meccanismo di “crediti formativi” finalizzato sia all’aggiornamento specialistico su singoli temi che all’aggiornamento della formazione di base (già previsto da alcuni ordini)”.

I professionisti devono sapere la verità; non si può continuare a raccontare storie fantasiose!

La Mantini-Chicchi, checchè se ne dica, rappresenta l'ennesimo tentativo di:

1. elevare all'ennesima potenza il potere degli Ordini sugli iscritti (formazione continua e permanente, aggiornamento obbligatorio, verifica dei requisiti, introduzione dei crediti formativi, ecc...);

2. risolvere il problema della troppa domanda e della poca offerta, con una decisa riduzione del numero dei concorrenti sul mercato.
 

L’ammissione di tutto è espresso nella frase: “In ogni caso è politicamente importante una riforma che, per la modernizzazione delle professioni, coinvolga gli Ordini e non appaia come fosse “contro” di loro”; infatti, non è contro ma è per gli Ordini!.
 
E’ opportuno che venga fatta un po’ di chiarezza, per definire il reale stato dell’arte. Nei prossimi articoli, si partirà dal contesto europeo per arrivare alla legislazione italiana, in modo da comprendere le ragioni dei nostri giudizi negativi.

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Sintesi del testo-base della Riforma delle professioni.pdf133 KB

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