Lo YIN e lo YANG: principio di tutte le cose.

  

Il feng shui è sostanzialmente basato sull’equilibrio e armonia tra due tipi di QI opposti: Yin e Yang, principio fondamentale che regola gli equilibri di tutte le cose del mondo. L’armonia nel feng shui non è ricercata attraverso la similitudine ne attraverso l’omogeneità ma è incontro tra opposti. Solo così è possibile realizzare uno scambio e soprattutto una reazione. Dall’incontro di due caratteristiche diverse nasce una terza natura, lo scambio esiste ed è produttivo. Non è difficile raccogliere dalla nostra esperienza effetti di questo tipo.

Pensiamo ai colori; alle alte e basse pressioni atmosferiche; al movimento delle correnti sulla crosta terrestre; alle maree; all’acqua ed il fuoco; all’uomo e alla donna.La natura è regolata da un continuo susseguirsi di reazioni, eppure è perfetta. Un altro aspetto interessante del concetto di Yin e Yang è rappresentato dalla mutevolezza e dal cambiamento: nulla rimane uguale a se stesso. Lo Yin muta in Yang quando raggiunge uno stato estremo e viceversa. Ma non esiste uno Yin assoluto, così come non esiste uno Yang assoluto. L’unica cosa immutabile è il cambiamento. Il principio di Yin e Yang è alla base del pensiero filosofico e religioso del Taoismo e del Confucianesimo così come di quello Buddista. La rappresentazione della dualità Yin-Yang è chiamata Taiji o Tai Qi e può essere ritenuta la prima manifestazione del Tao (tradotto Via), ovvero della forza originaria creativa dell’universo.
In uno dei testi prìncipi del taoismo scritto secondo la tradizione cinese, nella prima metà del VI secolo a.C., da colui che ne viene ritenuto il fondatore,  Lao-Tzu nella XXV tavola del Tao Tê Ching così definisce il Tao[1]:
«Prima della formazione del cielo e della terra c’era qualcosa in stato di fusione. Tranquilla e immateriale, essa esiste da sola e non muta; essa circola ovunque senza stancarsi. Si può considerarla come la Madre di Tutto-sotto-il-cielo. Io non ne conosco il vero nome, ma la designo con l’appellativo di “Via”. … Quindi: la Via è grande; il cielo è grande; la terra è grande; il re è grande. Quattro cose grandi ci sono al mondo, e il re è una di queste. Il re si regola sulla terra, la terra si regola sul cielo, il cielo si regola sulla Via, e la Via si regola sul corso naturale.»
Il corso naturale è la matrice ciclica del Tao. L’esistenza primordiale di tale impostazione, e l’energia che da essa si manifesta attraverso il Qi, permette al WuJi, massimo vuoto, energia allo stato puro e immobile, di dare origine ad una polarizzazione di forze primordiali: TaiJi, massima concentrazione, energia caratterizzata e in movimento. L’origine cosmologica descritta risulta parallela alla teoria del Big Bang, ancora oggi discussa e in cui ancora si discute su ciò che lo ha determinato, senza dare risposta. Ancora, nella XLII tavola del Tao Tê Ching si legge:«Uno ha prodotto due; due hanno prodotto tre; tre hanno prodotto i diecimila esseri…» L’unità è la Via, essa opera per mezzo della dualità yin-yang, per la determinazione della triade terra-uomo-cielo, da cui derivano tutti gli esseri. L’esplicazione di questo divenire viene rappresentato attraverso un’espansione dei principi generatori yin-yang. Attribuendo, figurativamente, allo yin una linea spezzata e allo yang una linea intera, la dualità yin-yang nel suo articolarsi e incontrarsi nel ciclo impresso dalla matrice del Tao, produce quattro immagini o fasi.

A loro volta queste ultime, combinate, producono otto segni o manifestazioni del Qi.
 

Gli otto segni vengono definiti trigrammi e compongono il Bagua (Ba= 8 Gua= trigrammi). Il trigramma, rappresenta ciò che è osservabile dall’uomo di molto lontano o di molto vicino. Rappresentano insieme le stelle o le montagne e i fiumi, gli animali e le piante, i membri di una famiglia o le parti e gli organi interni del corpo umano. Ogni segno rappresenta un carattere e un compito.
 
La prima distribuzione degli otto segni, disposta dal saggio cinese Fu Xi, avviene secondo uno schema organico chiamato “Successione del Cielo Anteriore” o “Ordinamento del Mondo Primigenio”, nella quale vengono mostrate le forze dei segni come coppie di opposti. Essa è una miniatura dell’universo e rappresenta tutti gli eventi che si manifestano naturalmente.
 
Una seconda successione chiamata "del Cielo Posteriore” o “Ordinamento del Mondo Interiore”, definita da re Uenn, mostra i segni nella loro progressione temporale nel ciclo annuale. I punti cardinali e le stagioni sono in relazione con i segni. Tale ordinamento fu reso necessario affinché il ciclo fosse rispondente ad una realtà più conosciuta e più fedele alle manifestazioni naturali della terra e dell’uomo.

 

Successione del cielo Anteriore Successione del cielo Posteriore

 Nel Cielo Posteriore possiamo osservare i cicli di vita e morte, il susseguirsi delle stagioni, dei giorni e delle ore, delle fasi di crescita e decadimento, dei rapporti tra i membri di una famiglia. Esso, in sostanza, ha diverse applicazioni, da quelle spirituali a quelle materiali e fonda il suo principio sul mutamento. Quest’ultima sequenza è quella che maggiormente viene utilizzata per lo studio del Feng Shui.

La fase successiva di combinazione degli otto trigrammi da origine a 64 esagrammi, come riportato nel libro I KING (o I Ching) tradotto come “Libro dei Mutamenti”, in cui sono descritti tutti gli eventi della natura.

Questo testo, di indiscussa importanza e popolarità in tutto il mondo, è l’unico classico confuciano sfuggito al grande rogo dei libri sotto Tsinn Scï Huang. La sua origine millenaria e l’apporto di molti eruditi cinesi, saggi ed imperatori, hanno reso questo testo fonte di ispirazione per tutto ciò che di importante e significativo è stato realizzato dalla cultura cinese. In questo testo è possibile rintracciare le radici comuni del taoismo e del confucianesimo. Molte personalità della scienza si sono interessate allo studio e alla comprensione del libro dei mutamenti, tra i più conosciuti: C.G.Jung[2] e il matematico Leibniz[3]. Quest’ultimo trasse, per così dire, ispirazione dal grande cerchio dei 64 esagrammi, per la descrizione del sistema binario, attribuendo il numero 1 alla linea yang e lo 0 alla linea yin.


[1] Lao-Tze – Tao tê Ching. Edizione con il testo cinese, a cura di J.J.L. Duyvendak, collana gli Adelphi, 1994.
[2] C.G.Jung – Prefazione all’edizione italiana dell’ I King (il libro dei mutamenti) - Casa editrice Astrolabio, 1949.
[3] A.Douglas – Come consultare I Ching –Superbur manuali, RCS libri, 2002.

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