Le fonti d' inquinamento.
“Gli agenti biologici presenti negli spazi confinati sono rappresentati da”[1]:
· Materiale organico: di origine vegetale quale il polline di alcune piante;
· Materiale biologico: derivato da frammenti di esoscheletro ed escrementi degli insetti;
· Insetti: acari, aracnidi;
· Particelle organiche (microorganismi): muffe, lieviti, funghi, batteri, virus e protozoi.
Questi agenti rientrano in un campo dimensionale molto diverso che varia da 0,1 mm (10-6) dei virus ai 200 mm dei pollini e possono:
· Precipitare al suolo ed essere ritrasportati nell’aria, come polvere, assumendo dimensioni notevoli;
· permanere in sospensione nell’aria come “bioaerosol” e, considerate le dimensioni estremamente ridotte, penetrare le vie respiratorie superiori ed inferiori.
Gli ambienti confinati forniscono un’ampia disponibilità di nicchie ecologiche per la proliferazione, la crescita e la diffusione di questi microorganismi .
Le principali fonti di “inquinamento indoor” possono essere raggruppate in 3 categorie:
1) Gli occupanti l’edificio. Sono da considerarsi sorgenti “emissive” di:
· Batteri a causa del processo di desquamazione dell’epidermide e nel corso di malattie delle prime vie aeree;
· Virus nel corso di malattie infettive, quali varicelle e morbillo, ecc.
2) L’arredo e le finiture. Sono da considerarsi sorgenti emissive di:
· Funghi e muffe:
- I legni molto umidi;
- Gli intonaci degradati.
· Batteri, virus:
- Materiali di origine fibrosa;
- Grandi superfici tessili.
· Acari:
- Tappezzerie per arredi.
3) Gli impianti sono da considerarsi sorgenti emissive di:
· Batteri termofili:
- Umidificatori di impianti centralizzati;
- Nebulizzatori.
· Spore batteriche e fungine:
- Sistemi di ventilazione forzata;
- Sistemi di condizionamento.
Un discorso a parte e da farsi per quanto riguarda il sistema costruttivo nel suo complesso .
“Alcune indagini hanno messo in evidenza che il 45% degli edifici è affetto da muffe superficiali attribuibili all’umidità e alla scarsa ventilazione dei locali”[2].
Questi due fattori, diversamente combinati, sono la conseguenza di:
· Errori progettuali nel 58% dei casi;
· Errori di esecuzione nel 35% dei casi;
· Scelta sbagliata di materiali nel 12% dei casi;
· Errato utilizzo dell’edificio nell’11% dei casi.
Tutto ciò contribuisce alla creazione di un microclima adatto alla proliferazione di inquinanti microbiologici e, di conseguenza, costituire un pericolo per la salute.
[1] Da Maroni M., “Habitat costruito, inquinamento e salute”, F. Angeli, Milano ’93, pg. 229.
[2] Da AA. VV., “Manuale di progettazione edilizia”, vol. III, F. Angeli, Milano ’93, pg. 230.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| Documento 3 Le fonti d\'inquinamento.pdf | 26.52 KB |













