La progettazione.
La protezione da sorgenti esterne: distanze e limiti di sicurezza.
La protezione, in questo caso dipende dai tempi di esposizione:
· Esposizione limitata a poche ore al giorno: prevede dei limiti di sicurezza che non devono superare i 10 Kv/m (chilovolt/metro) per il campo elettrico e i 1000 mT (microtesla) di densità magnetica.
· Esposizione per una parte significativa della giornata: prevede dei limiti di sicurezza che non devono superare i valori di 5 Kv/m per il campo elettrico e 100 mT di densità magnetica.
· Esposizione prolungata e permanente: prevede distanze minime dei fabbricati di qualunque tipo di conduttore. Queste distanze variano dai 10 ai 28 metri a seconda della potenza di voltaggio del conduttore stesso.
In tutti e tre i casi, qualora i limiti e le distanze prefisse vengono superate è possibile “isolare elettricamente” le pareti della casa usando:
· “Tessuti del tipo Ageostan ® realizzati con componenti naturali e da interporre tra il muro portante e la parete di rivestimento”[1];
· “carte da parati contenenti una sottile trama di rame, i cui fogli vanno applicati ai muri e poi collegati singolarmente alla messa a terra”[2];
· “rivestimenti a base di cemento a cui sarà aggiunto preventivamente un miscuglio di zolfo, calce e carbone e nel quale sia affondata una griglia di rame collegata con una messa a terra sita a nord”[3].
Va altresì previsto, nel caso di un edificio a gabbia metallica (C. A. o acciaio), il raccordo degli elementi di copertura e della struttura stessa ad una messa a terra situata al nord magnetico della costruzione.
Oltre a ciò vanno contemporaneamente adottati sistemi di protezione nei confronti di sorgenti interne all’edificio stesso.
La protezione da sorgenti interne: fattori tecnico-costruttivi e impiantistici.
La protezione da queste sorgenti, nel caso dell’edilizia abitativa, è indipendente dei tempi di esposizione, ma è collegata ed accorgimenti da adottare dal punto di vista:
· tecnico-costruttivo;
· impiantistico;
· comportamentale e gestionale da parte dell’utente.
Dal punto di vista tecnico - costruttivo risulta di fondamentale importanza la scelta di materiali di finitura (pavimenti, carte per parati, pitture, vernici) con caratteristiche di antistaticità, cioè atti e non caricarsi elettricamente .
Vale per tutti l’esempio della moquette, realizzata con fibre sintetiche, che “per effetto dell’attrito, può caricarsi sino ad un valore vicino ai 5000 volt. Questa carica elettrica produrrà un forte campo elettrico … e una persona, esposta per diverse ore ad un tale campo, potrà avvertire vari sintomi tra cui formicolii e sensazione di gonfiore alle gambe, nervosismo ecc.”[4].
Dal punto di vista impiantistico assume rilevanza fondamentale la progettazione e la messa in opera dell’impianto elettrico che oltre a dover ottemperare alle normative vigenti sulla sicurezza potrà essere valorizzato senza che causi perturbazioni elettromagnetiche. Gli accorgimenti utili da adottare sono i seguenti:
· la rete di distribuzione dovrà essere configurata evitando circuiti ad anello chiuso, in tutta la casa e in ogni singola stanza, che creano un “effetto” antenna e quindi fenomeni di alterazione del campo elettromagnetico naturale. Gli schemi preferibili sono quelli a stella e a pettine;
· il collegamento con le linee di ondulazione dovrebbe avvenire preferibilmente a sud dell’edificio, punto cardinale rispetto al quale i campi elettromagnetici tenderebbero ad allargarsi e quindi a restare esterni alla casa;
· l’impianto di messa a terra, come richiesto dalle norme CEI, deve realizzare valori di resistenza molto bassi non superiori a 5 Ohn e deve prevedere la messa a terra anche di tutte le tubazioni metalliche destinate ad adduzione, distribuzione e scarico delle acque, nonché di tutte le masse metalliche di grande dimensione situate vicino agli impianti elettrici utilizzati;
· l’installazione del contatore è da preferirsi dislocato nella zona più a sud dell’edificio o comunque lontano dalle zone di sosta prolungata;
· la distinzione di 2 circuiti distinti: uno per l’illuminazione e le prese di apparecchi usati solo saltuariamente, l’altro per utilizzatori permanenti (frigoriferi, radiosveglie, televisori ecc.);
· uso di cavi schermati forniti di una guaina interna che impedisce la dispersione dei campi elettrici;
· l’installazione di un “disgiuntore di corrente bipolare automatico” che funziona con corrente continua a bassa tensione (4 – 6 volt) livellata e non pulsante.
L’installazione del disgiuntore permette di “isolare elettricamente” la zona notte della casa e va in funzione automaticamente all’atto di spegnere l’ultima luce. In questo modo nella casa regnerà un clima elettrico praticamente nullo. Questo effetto si rivela di fondamentale importanza se pensiamo alla differenza di potenziale elettrico che caratterizza l’essere umano in posizione eretta e orizzontale.
Se si sdraia, l’equilibrio del suo campo elettrico varia notevolmente e tutti i punti del corpo sono sottoposti ad una debole eccitazione. Parimenti le difese immunitarie nonché la pressione arteriosa risultano molto più basse durante il sonno; complessivamente il corpo, durante questa fase, è più debole e vulnerabile al campo elettromagnetico, di qui la necessità dell’utilizzo del disgiuntore;
· evitare le prese a “grappolo”, con più spine concentrate in una sola presa;
· rispettare le altezze delle prese da terra (norme CEI, intervallo compreso tra i 20 e i 25 cm) e le distanze di qualunque fonte di umidità.
Qualora ci si trovasse ad intervenire su vecchi impianti, che fanno uso di canaline di ferro, la schermatura può considerarsi sufficiente e può essere migliorata con l’isolamento, tramite vernici alla grafite, delle scatole di derivazione.
La gestione degli apparecchi elettrici ad uso domestico: criteri di protezione e sicurezza.
Una grossa fetta delle sorgenti interne di inquinamento elettromagnetico riguarda gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche ormai capillarmente diffuse in ogni abitazione. Ognuno di questi strumenti, funzionanti a volteggi diversi, emette un campo elettrico e magnetico abbastanza potente da poter arrecare disturbi alla salute.
Per proteggersi da questi campi è consigliabile adottare accorgimenti che riguardano:
· il confinamento e la dislocazione
· le distanze di sicurezza
Per quanto riguarda il confinamento è consigliabile posizionare:
· cavi e quadri elettrici lontano dalle testate dei letti;
· frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni elettrici, monitor di computer o televisori lontano da pareti al cui lato opposto sono dislocati i letti (tutti questi apparecchi dal retro emettono radiazioni più elevate);
· televisori e/o computer lontano dalle zone di riposo, qualora fosse impossibile è consigliabile spegnere gli apparecchi con l’interruttore centrale per abbassare il livello di corrente comunque presente in rete.
Per le distanze di sicurezza è “utile tener presenti i consigli suggeriti da G. Marton, professore di ingegneria e scienze alla Carnegie-Mellon University”[5]:
· tenere almeno un braccio di distanza da videoterminali;
· mantenere almeno 1 metro di distanza dal vetro e dai lati di un computer;
· posizionarsi almeno 1 metro di distanza dal televisore a colori;
· non stazionare a lungo davanti agli elettrodomestici quando sono in funzione;
· ridurre al minimo l’utilizzo di strumenti elettrici quali frullatori, aspirapolveri, trapani, rasoi e asciugacapelli; per questi ultimi la distanza consigliata è di almeno 30 cm.
Il concetto che è alla base di questi consigli è che: allontanandosi il più possibile dalla sorgente il corpo subisce una dose minore di onde elettromagnetiche per l’inevitabile diminuzione della potenza di campo all’aumentare della distanza da esso. Questo è valido per tutti gli ambienti della casa dove risultano particolarmente alte le concentrazioni degli apparecchi.
Livelli di campo elettrico riscontrabili in diverse condizioni di esposizione.·
· Da U. Wienke, “La salute in casa, una sfida per l’edilizia”, Nuovi strumenti, Perugia ’96, pg. 105
|
Condizione di esposizione |
Campo elettrico (V/m) |
|
Sotto una linea a 380 V |
5000 |
|
Entro una tipica abitazione |
0 – 10 |
|
In aree urbane |
0 – 50 |
|
In aree rurali |
0 – 0,05 |
|
A 30 cm da un frigorifero |
60 |
|
A 30 cm da un frullatore |
50 |
|
A 30 cm da un televisore a colori |
30 |
|
A 30 cm da un aspirapolvere |
15 |
|
A 30 cm da un fornello elettrico |
5 |
|
A 30 cm. Da un asciugacapelli |
< 1 |
|
A 30 cm da un trapano elettrico |
< 1 |
Livelli di campo magnetico riscontrabili in diverse condizioni di esposizione.·
|
Condizione di esposizione |
Campo elettrico (mT) |
|
Sotto una linea a 380 V |
20 |
|
Entro una tipica abitazione |
0 – 10 |
|
In aree urbane |
0 – 0,1 |
|
In aree rurali |
- |
|
A 30 cm da un frigorifero |
0,01 – 1,0 |
|
A 30 cm da un frullatore |
100 – 500 |
|
A 30 cm da un televisore a colori |
100 – 500 |
|
A 30 cm da un aspirapolvere |
10 – 100 |
|
A 30 cm da un fornello elettrico |
50 – 100 |
|
A 30 cm. Da un asciugacapelli |
1000 – 2500 |
|
A 30 cm da un trapano elettrico |
100 – 500 |
[1] C. Viacava, “Onde elettromagnetiche. L’invisibile e la nostra salute”, Xenia, Milano ’96, pg. 164.
[2] Da Amodeo Salè S., “Verdeaureo dell’architettura”, Maggioli, Rimini ’97, pg. 155.
[3] Da I. C. Febre, “Casa tra terra e cielo” Arista, Torino ’90, pg. 55.
[4] Da C. Viacava, “Onde elettromagnetiche. L’invisibile e la nostra salute”, Xenia, Milano ’96, pg. 80.
[5] Da S. Liron, “Ecologia dell’abitare”, Edizioni GB, Padova ’96. Pg. 198.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| Documento 6 La progettazione.pdf | 35.41 KB |













