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La Pianificazione Ambientale e Urbanistica


La Conferenza di Rio del 1992 ha sollevato il problema della responsabilità e delle scelte politiche dei Governi, a scala globale e locale, nel perseguimento di uno sviluppo sostenibile. Da questa riflessione è nato il documento generale di Agenda 21 che, a livello territoriale, meglio mette in atto le raccomandazioni di ordine globale generate dal Vertice di Rio prima e dalla Conferenza di Johannesburg con il connesso Piano di Attuazione.
L'Agenda 21, in qualità di strumento volontario accompagnato da precise direttive comunitarie e nazionali, riveste un ruolo fondamentale nell’attuazione degli obiettivi di sostenibilità e la sua applicazione è di grande importanza in fase e di pianificazione e di progettazione.   
In considerazione del fatto che lo sviluppo sostenibile può essere perseguito in maniera più semplice e veloce, partendo dalle dimensione della realtà locale, urbana e in genere territoriale, la Conferenza di Rio ha invitato ogni governo locale ad adottare una propria Agenda 21 Locale, strumento indispensabile per costruire la migliore ”strategia” di sostenibilità, attraverso il confronto con le varie realtà locali (imprese, associazioni, cittadinanza, etc.).
L‘elemento interessante di quest’ultima considerazione è che l’Agenda 21 finisce così per diventare “un processo partecipato”, atto a costruire la conoscenza dell’ambiente e valutarne le capacità di carico, oltre che a definire le basi di un nuovo accordo o patto sociale finalizzato alla sostenibilità del lungo periodo. L’ Agenda 21 rappresenta, quindi, più che un piano di azione, un processo strategico di partecipazione e di azione di tutte le forze economiche, imprenditoriali, istituzionali e sociali di un territorio.
Il processo strategico si articola nelle seguenti fasi :
1.       Analisi del dato oggettivo rappresentato dalla risorsa ambientale interessata dall’intervento “umano”;
2.       Definizione degli obiettivi di sostenibilità;
3.       Adozione di un programma di azioni che orienti lo sviluppo verso obiettivi di sostenibilità nel lungo periodo;
4.       Definizione, per ogni azione da intraprendere, dei contenuti, partners, e risorse da impegnare;
5.       Metodologie di monitoraggio dei risultati ottenuti;
6.       Controllo, verifica e correzione delle azioni intraprese.
All’interno del processo strategico, la concertazione e l’accordo con gli attori sociali e istituzionali chiamati a cooperare fattivamente nelle azioni di sviluppo, diventa un aspetto fondamentale nell’adozione di strategie e azioni orientate alla sostenibilità ambientale.
Nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, inevitabilmente assumono grande importanza gli strumenti di pianificazione e programmazione, in quanto campo di azione delle politiche degli enti locali.
L’ Agenda 21, a tal proposito, pone grande attenzione alla necessità di integrare le azioni ambientali e la pianificazione territoriale, in modo da tutelare e regolare anche le risorse “ambientali” all’interno della capacità di carico di un territorio.
Pianificazione territoriale e pianificazione ambientale devono fondarsi sullo stesso presupposto, secondo cui l’uso delle risorse del territorio, con particolare attenzione alle risorse non rinnovabili, deve essere meticolosamente regolamentato nell’ottica della “tutela e dello sviluppo”.
I principi della sostenibilità devono essere recepiti dagli strumenti di pianificazione di un territorio, attraverso l’interazione con piani-programma d’azione ambientale. Il Piano programma potrebbe ad esempio definire dei valori limite, oltre a quelli stabiliti per legge, di carico ambientale per determinate risorse (risorse idriche, emissione di inquinanti in atmosfera, etc), in modo che detti valori diventino i punti di riferimento assunte dagli Strumenti urbanistici per l’uso sostenibile del territorio.
 
 
IL Piano-programma ambientale può definire quindi la “capacità di carico di un territorio” .
Lo Strumento urbanistico può gestire detta “capacità di carico sul territorio”.
All’interno di questa differenza ad esempio la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), e la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), strumento ratificato da apposita Direttiva comunitaria e da anni adottato nel nostro paese, rappresentano dei veri strumenti per la valutazione della sostenibilità ambientale di un territorio.
Integrare il Piano d’azione ambientale Agenda 21 e gli strumenti urbanistici è condizione necessaria a perseguire la sostenibilità dello sviluppo di una comunità, ma non è impresa facile coniugare politica ambientale e politica urbanistica, poiché spesso ci si trova di fronte a grosse incoerenze tra le previsioni di piano e le azioni programmate a livello di Agende 21.
Ciò accade quando l’Agenda 21 rimane un mero documento programmatico e non uno strumento di politica ambientale di un intera amministrazione. Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile ci si rende conto di quanto sia importante che Agenda 21 rappresenti lo strumento atto a definire delle procedure differenziate, adatte alla realtà locale e condivise dalla comunità e che dette procedure siano internalizzate dalla pianificazione urbanistica e territoriale.
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