Itinerari per il Maggio dei Monumenti: la visita al Museo Archeologico
Domenica 25 maggio, in occasione della XIV EDIZIONE DEL MAGGIO DEI MONUMENTI indetta dal Comune di Napoli, si è svolta l’ultima delle tre visite organizzate da CAMPANIARCHITETTI in collaborazione con l’ARCHEOCLUB D’ITALIA.
Abbiamo visitato alcune delle sezioni del Museo Archeologico Nazionale, erede diretto del Real Museo Borbonico, uno dei più antichi e più grandi musei d'Europa, che nasce nella seconda metà del '700 per volontà di Ferdinando di Borbone. I primi allestimenti, al suo interno, furono realizzati tra il 1807 e il 1815, sotto la direzione di Michele Arditi. Nel 1860, con l'Unità d'Italia, il Museo Borbonico divenne di proprietà dello Stato e assunse il nome di Museo Nazionale. Più riordinamenti furono eseguiti, per circa un secolo fino al 1957 data in cui il Museo assunse la sua odierna identità di Museo Archeologico.
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Il percorso di visita si è aperto con la collezione della scultura d’epoca greca e romana, una delle più importanti al mondo. La sezione occupa gran parte dell'ala orientale del piano terra ed è formata, oltre che dalle celebri sculture del Museo Farnesiano, da esemplari appartenenti ad altre raccolte private o provenienti da importanti ambienti di scavo del territorio campano.
Siamo poi passati al primo piano, nell'ala occidentale del Museo, dove è raccolto uno straordinario complesso di sculture ed oggetti, rinvenuti nella famosissima dimora suburbana ercolanese detta "Villa dei Papiri". Sono qui raccolte eccezionali sculture di marmo ed in bronzo, nonchè frammenti di pitture parietali e le macchine impiegate nel Settecento per lo svolgimento dei papiri.
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Il percorso di visita si è concluso con il "Gabinetto Segreto" che era stato costituito nel 1819 nell'intento di riunire circa cento oggetti di varia tipologia e provenienza, la cui osservazione era consentita, previo permesso del Ministero, solo a personaggi di riguardo e di sesso maschile.
Chiusa al pubblico fino a metà dell'Ottocento la raccolta fu riaperta con l'Unità d'Italia e pubblicata da Giuseppe Fiorelli nel 1866. Smembrata nel corso del Novecento, oggi è riproposta, arricchita di altri duecento oggetti, a testimonianza di quella che fu una delle raccolte storiche del Real Museo Borbonico.
CampaniArchitetti ringrazia vivamente tutti gli intervenuti e in particolare l’ arch. Maria Ruzza, presidente dell’Archeoclub del Golfo di Napoli e Isole Partenopee, che ha collaborato alla buona riuscita degli itinerari culturali proposti.

















