I sistemi di rilevamento.

“Al momento attuale  non esiste una tecnica di prelievo universale, adatta alla grande varietà morfologica e biochimica degli agenti biologici da monitorare”[1].

Di norma vengono seguiti i principi  che regolano la raccolta da contaminanti da contaminanti chimici e delle polvere:

·         Sedimentazione, filtrazione;

·         Cattura su matrici liquida;

·         Impatto su superfice solida;

·         Precipitazione elettrica;

·         Precipitazione termica.

I criteri di valutazione, invece, comunemente adottati per quantificare l’inquinamento microbiologico fanno riferimento:

·         Parametri quantitativi: indicativi del potenziale d’inquinamento complessivo dell’ambiente considerato ed espressi in cfu/mc (unità formanti colonia per metro cubo);

·         Parametri qualitativi: informano circa la presenza di rischi specifici e/o di fonti particolari di rilascio e misurano la presenza di ceppi patogeni e agenti trasmissibili.

Gli strumenti  comunemente adottati per questo tipo di rilievo si possono suddividere in tre gruppi principali che si differenziano tra loro per l'obiettivo diverso che ci si propone di raggiungere, attraverso la rilevazione:

Rilevatori di presenza (Piastre petriaperte):

Sono piastre sterili di circa 9 cm di diametro fornite di un terreno di coltura solido.

Vantaggi:

·         Trascurabile ingombro delle piastre;

·         Possibilità di campionatura contemporanea in più punti di uno stesso ambiente;

·         Basso costo delle piastre.

Svantaggi:

·         Impossibilità di determinazione del volume d’aria venuto a contatto con la piastra;

·         Quantitativamente, prelievo poco orientativo;

·         Qualitativamente, approssimativo.

Rilevatori di concentrazione (Sistemi ad impatto e filtro):

Sono apparecchi forniti di una pompa o di un ventilatore che genera una corrente di aspirazione, controllabile in termini di flusso verso il sistema di captazione che può essere di due tipi:

·         A impatto (raccolta su superfice solida o liquida);

·         A filtrazione (raccolta su filtri che separano le particelle.

Vantaggi:

·         Valutazione discreta della concentrazione di microorganismi aereodispersi;

·         Compattezza e costo non elevato dei campionatori;

·         Possibilità di calcolare le “unità formanti colonia”.

Svantaggi:

·         Possibile sottostima di alcuni microorganismi;

·         variabilità degli strumenti a seconda delle particelle presenti.

Rilevatore di esposizione potenziale (Impattatore Andersen):

questo strumento consiste di una serie di sei strati, attraverso i quali l’aria viene fatta passare in sequenza per l’azione di una pompa aspirante collegata alla base e che fornisce un flusso di 28,3 litro/minuto.

Vantaggi:

·         Valutazione quantitativa della specie ;

·         Selezione qualitativa e dimensionale.

Gli obiettivi diversi che si raggiungono, attraverso i criteri e gli strumenti di campionamento sopra descritti, sono riassumibili in tre gruppi:

1.       Dimostrazione della presenza di contaminazione microbiologica senza la specificazione della concentrazione: obiettivo perseguito in ambienti obbligatoriamente sterili;

2.       Determinazione della concentrazione delle varie specie: obiettivo perseguito per la valutazione del livello di rischio per l’uomo;

3.       Determinazione della esposizione potenziale e reale: obiettivo perseguito per la protezione di particolari ambienti confinati.



[1] Da M. Maroni, “Habitat costruito, inquinamento e salute”, F. Angeli, Milano ’93, pg. 233.

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