I sistemi di rilevamento

“La misurazione delle sostanze inquinanti degli ambienti interni civili richiede modi e apparecchiature diverse da quelle adottate per ambienti industriali o per l’aria esterna”[1] .Dagli anni ’80 in poi anche sotto la spinta di importanti enti internazionali, tra cui spicca l’EPA (Environmental Protection Agent) l’organizzazione americana preposta alla protezione dell’ambiente, è proliferata la produzione di strumenti adatti alla rilevazione indoor dei contaminanti.Per il Radon la strumentazione può essere divisa in due gruppi:·       rilevatori passivi·       rilevatori attivi.La scelta di quale tipo di rilevatori utilizzare dipende dall’obiettivo della ricerca.I rilevatori passivi hanno come obiettivo la stima della dose e la valutazione del rischio sanitario. Registrano le fluttuazioni di concentrazione che possono essere molto pronunciate nel giro di poche ore .

 I rilevatori attivi hanno come obiettivo la conoscenza dell’andamento del Radon in un tempo più o meno lungo.Il fatto che questi strumenti puntino sul tempo di esposizione come parametro di misura, li rende, da un punto di vista radioprotezionistico, particolarmente adatti anche alla stima della dose ricevuta mediamente dalle persone.All’interno di questa categoria si possono distinguere due tipi di strumenti :·       rilevatori di Radon·       rilevatori dei prodotti di decadimento.A quest’ultima categoria appartengono i cosiddetti rilevatori nucleari a traccia (nuclear track etch detectors) che vengono lasciati nel luogo interessato alla misura per un tempo di 2 - 4 settimane e raccolgono su una sottile membrana le particelle alfa emesse dal Radon.In laboratorio, con un semplice trattamento, vengono ingrandite e rese visibili le tracce lasciate dalle particelle e avviene una stima quasi immediata del livello di Radon presente nell’ambiente.Alla prima categoria, invece, appartengono i cosiddetti “setacci a carbone” che vengono lasciati in esposizione per un periodo che va dai 3 ai 7 giorni. Successivamente analizzati rivelano direttamente la presenza di Radon. 

 

Condizioni raccomandate per la campionatura del Radon nell’aria delle abitazioni. 

 
parametro
 
obiettivo della misurazione
 
concentrazione media
concentrazione massima
 
 
temperatura ambiente
 
condizioni normali di vita e lavoro
 
condizioni normali di vita e lavoro
umidità relativa
condizioni normali di vita e lavoro
condizioni normali di vita e lavoro
ventilazione
 
 
prima della campionatura
v.n.: normale per la stagione1
v.n.: creare le condizio-ni della campionatura almeno 1-2- giorni prima
 
a.c.: normale per la stagione1
a.c.: chiudere l’impian-to prima del week-end e aprirlo 2 h prima della campionatura
durante la campionatura
v.n.: normale per la stagione1
porte e finestre chiuse1
 
a.c.: normale per la stagione1
a.c.: massimo circolo e minimo tasso di venti-lazione
attività degli abitanti
normale
normale
localizzazione del campionatore2
locale al piano terra; a 1-2 m dal pavimento, lontano da porte e finestre
locale al piano più bas-so; a 1-2 m dal pavi-mento, lontano da porte e finestre
momento della campionatura
ogni momento
ogni momento
durata della campionatura3
1-3 mesi (passivo, tracciante) 1-7 gg. (passivo, assorbimento su carbone di legna), 24 h (moni-toraggio quasi continuo)
³ 1 h (campionatura attiva con assorbimento su carbone o monito-raggio quasi continuo)
numero minimo di campioni4
 
 
orientativi
1
1
controllo conformità
1 d’estate e 1 d’inverno
2
 
 
Legenda
v.n. = ventilazione naturale; a.c. = aria condizionata
1.     Evitare di eseguire le campionature durante condizioni meteorologiche; es. durante i temporali.
2.     La concentrazione di radon presenta un gradiente negativo dal piano di fondazione al piano più alto.
3.     Dipende dalla tecnica adottata.
4.     E’ preferibile il doppio.
 

[1] Da Bertagnin M., “Bioedilizie”, G.B., Padova ’96, pg. 43.

AllegatoDimensione
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