I Regolamenti e i Piani Comunali di Settore

Gli strumenti di programmazione e pianificazione hanno un importante ruolo e una grossa responsabilità nel governo di un territorio, in quanto intervengono sul “costruito” (sistemi insediativi, infrastrutturali, etc), sull’ambiente e sull’uomo.La pianificazione territoriale e urbanistica concorre a determinare:
1.       i livelli di qualità urbana, in termini di benessere, efficienza e salubrità del sistema “costruito”;
2.       le condizioni di rischio per la salute e la sicurezza dell’uomo e delle attività svolte su un territorio;
3.       le pressioni delle ambiente costruito sull’ambiente naturale.
Per le “ragioni” sopra citate la pianificazione ha “il nobile compito” di salvaguardare il valore naturale e paesistico, gestire i processi di trasformazione dell’ambiente costruito, migliorare lo stato dell’ambiente e del territorio, tutelare e salvaguardare la salute della popolazione.
Detti obiettivi devono essere pianificati e perseguiti dalla scala regionale fino alla scala comunale, attraverso opportune scelte che investano sia l’aspetto metodologico e programmatico che l’aspetto concretamente operativo. L’aspetto programmatico e l’aspetto puramente attuativo e operativo sono da porsi in correlazione ai vari livelli di pianificazione: 1. regionale; 2. provinciale; 3. comunale.
Il primo livello (regionale) definisce gli obiettivi strategici e le linee di indirizzo per lo sviluppo sociale, economico e l’organizzazione del territorio “Regione”;
Il secondo livello (provinciale) articola sul territorio la programmazione regionale adeguandola alle caratteristiche locali e alle potenzialità delle risorse naturali e antropiche e detta indirizzi alla pianificazione comunale per quegli aspetti che possono essere considerati solo a scala locale;
Il terzo livello (comunale), infine, individua le linee di assetto e sviluppo del territorio comunale, unitamente agli interventi di tutela, valorizzazione e salvaguardia dello stesso.
Valutando quelle che sono le diverse scale di intervento sul territorio e tenendo fermi gli obiettivi da raggiungere, attraverso principi di governo improntati a criteri di “sostenibilità” o più semplicemente di “buona urbanistica”, è facile comprendere come le politiche di settore possano fornire risposte concrete “in primis” attraverso il Piano urbanistico Comunale e ancor più nei cosiddetti Piani e Regolamenti di settore.
I Piani e i Regolamenti di settore sono gli strumenti di trasposizione delle politiche ambientali e territoriali alla dimensione urbanistica e per la loro specificità possono incidere per temi sugli elementi costitutivi del Piano urbanistico Comunale, diventando quindi anche strumenti di verifica di scelte adottate a scala più ampia.
La specificità del Piano e Regolamento di settore è condizione necessaria a perseguire la sostenibilità dello sviluppo di una comunità, ma è possibile che detti strumenti si “esauriscano” nella loro settorialità se non si interfacciano tra di loro e con i vari livelli di pianificazione. Non bisogna dimenticare come scelte di pianificazione a livello locale possano produrre notevoli impatti sui sistemi territoriali, insediativi e infrastrutturali a scala sovracomunale.
E’ fondamentale quindi che ogni livello di pianificazione abbia un suo ruolo specifico e un campo di azione e competenze ben definite, ma è altrettanto importante che esista un “filo unico” di collegamento tra le previsioni di piano e le azioni programmate a livello di Piani e Regolamenti di settore e sia garantita una reale e fattiva concertazione di tutti gli attori (istituzioni, forze economiche, sociali, etc) chiamati in causa nel processo pianificatorio.
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N.4 I Regolamenti e i Piani Comunali di settore.pdf22.96 KB

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