Comunicato n. 9: Risultati delle elezioni per il Delegato Inarcassa (Consigliere Vincenzo Perrone)
Al Consiglio dell’Ordine
Devo prendere atto, con rammarico, che è mutato il modo di intendere l’essere Presidente dell’Ordine.
Il nostro Ordine conta 7510 iscritti. Chi assume la carica di Presidente deve rappresentare tutti gli altri 7510 – 1 = 7509 Architetti, ponendoli sullo stesso piano. Non si può essere Presidente di una parte, per giunta perdente.
Alle ultime elezioni suppletive per il Delegato Architetto della Provincia di Napoli, c’erano 10 candidati, ovviamente tutti iscritti all’Albo. Il Presidente avrebbe dovuto assumere l’atteggiamento che il suo ruolo gli imponeva: trattare i 10 iscritti – candidati alle elezioni Inarcassa – alla stessa maniera, senza propendere per l’uno o per l’altro. Avrebbe dovuto, tutt’al più, invitare gli iscritti a votare, secondo coscienza, per il candidato ritenuto più idoneo a rivestire l’importante ruolo di Delegato Inarcassa ed augurare, a tutti i candidati, un sincero “in bocca al lupo”. Avrebbe dovuto – prima dello spoglio – assicurare all’eletto tutta la collaborazione atta a sostenere, nel migliore dei modi, i colleghi nei rapporti con l’Inarcassa, spesso non facili, con ciò rispettando la volontà dell’elettorato. Questa è la Democrazia: il rispetto della volontà dell’elettorato.
Invece è accaduto che il Presidente è stato il primo firmatario di un appello – inviato per posta a tutti gli iscritti Inarcassa – che invitava a votare per uno dei 10 candidati in campo e, addirittura, insinuando il sospetto che altre candidature potessero rappresentare un «tentativo indirizzato a destabilizzare la continuità dell’azione politica elaborata da questo Consiglio negli ultimi dieci anni.» La citazione è presa dal depliant elettorale del candidato sostenuto dalla maggioranza del Consiglio.
E’ accaduto che il candidato sostenuto dal Presidente è stato battuto, seppure per pochi voti. Tale candidato era, nientedimeno, il Segretario in carica!
Credo che adesso occorre riconoscere l’errore commesso ed ammettere che, in realtà, non vi era nessun «tentativo indirizzato a destabilizzare la continuità dell’azione politica elaborata da questo Consiglio negli ultimi dieci anni.» Altrimenti c’è da prendere atto che detta «azione politica» è stata bocciata dall’elettorato, almeno da quella parte – importante – che esercita la libera professione.
Ricordo che, sollecitato dal Presidente, ad esprimermi sull’organigramma di governo dell’Ordine, approvai e sostenni detto organigramma, senza ottenere alcun segno di riscontro. Esortai, altresì, a mettere da parte i contrasti che già c’erano allorché entrai nel Consiglio (il 15.09.06), giungendo ad una elevata omogeneità ed armonia tra i Consiglieri, nello svolgimento del loro mandato. Proposi una soluzione dei problemi, lasciando inalterata la Presidenza, la Segreteria e la Tesoreria ed intervenendo solo sulle sette Vicepresidenze, che mi sono sempre apparse un po’ troppe ed il primo di una lunga serie di errori. Mi dichiarai pronto ad assolvere un mandato esplorativo per sanare i contrasti, per ritrovare una larga intesa fra i Consiglieri, senza chiedere nulla per me. Quale fu la risposta? Sono stato ignorato.
Mi pare, adesso, giunta l’ora di voltare pagina e di accogliere, finalmente, i miei inviti alla moderazione, alla riappacificazione, al dialogo, alla serenità d’animo, affinché questo Consiglio possa chiudere il suo mandato esibendo, ai Colleghi, almeno un sufficiente numero di successi raggiunti. Insomma, occorre attuare un’«azione politica». Non certo destabilizzarne una – oggi – inesistente.
Occorre prendere atto che la Cassa ha già deliberato la ricostituzione del Comitato Nazionale dei Delegati con la nomina dell’Arch. Beniamino Visone, giovane e valente collega, amico di molti di noi.
Credo che si possa ancora porre rimedio agli errori commessi, dimenticarli e imboccare la strada giusta. Auspico che ciò accada, che si accolga la mia mano tesa. Infatti sono ancora pronto – se il Consiglio lo vorrà – a mediare, adesso anche col Delegato in carica. E’ impossibile assistere i colleghi senza la fattiva, leale e forte collaborazione con Delegato democraticamente eletto.
Sarebbe un errore dare vita a reazioni scomposte e biliose, che voglio augurarmi non ci saranno.
Napoli 27 febbraio 2007 Vincenzo Perrone













