Comunicato n. 6: Annali (Consigliere Vincenzo Perrone)

 

Al Consiglio dell’Ordine

 

Cosa sono gli «Annali dell’Architettura e delle città»?

Sono una Fondazione – costituita il 15 marzo 2005 – il cui scopo è « (…) la promozione della cultura espositiva, della ricerca, della conservazione e della diffusione dell’architettura e dell’urbanistica dell’Italia meridionale e del bacino del Mediterraneo (…) »

Chi sono i soci della Fondazione? Sono: la Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli, la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Napoli e Provincia, la Facoltà di Architettura di Napoli Federico II, la Facoltà di Architettura della Seconda Università “SUN”, l’Ordine degli Architetti di Napoli e l’Ordine degli Ingegneri di Napoli.

La Fondazione è stata dotata di ingenti finanziamenti dagli enti pubblici aderenti. Ci sono, però, anche i nostri soldi. Non saranno molti; ma ci sono anche dei soldi provenienti delle quote associative degli Iscritti al nostro Ordine (e, non solo non ho nulla da eccepire, ma ne sono felice).

Le iniziative culturali – nel settore dell’Architettura e dell’Urbanistica – vanno sempre accolte con favore, incoraggiate e sostenute, per quel poco che qualcuno di noi (fra i quali chi scrive) è in grado di fare. I soldi spesi in tal senso sono benedetti, se comportano un “ritorno” di immagine.

Sono entrato nel Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Napoli e l’argomento degli «Annali dell’Architettura» è stato discusso.

Com’è (o come dovrebbe essere) noto, un Consigliere dell’Ordine non rappresenta solo quanti l’hanno votato (nel mio caso 467 architetti), bensì tutti gli iscritti. Non è una mia stravaganza. E’ quanto stabilisce la Legge, affermando che il Consigliere dell’Ordine rappresenta «tutti i professionisti appartenenti all’albo» (art. 2 comma 3° del D.P.R. 8 luglio 2005 â„– 169). In tale qualità chiesi, verbalmente, di avere copia dell’atto costitutivo della Fondazione, per studiarlo. Non so se la mia richiesta è stata verbalizzata. So, invece, che è stato verbalizzato uno sterile battibecco legato al fatto che il mio rifiuto ad intascare indennità sia stato conosciuto prima a Napoli o prima a Milano. A questo punto si faccia avanti chi ritiene di darmi lezioni di comportamento e mi atterrò alle disposizioni che Egli vorrà impartirmi, in tema di Etica.

Certo è che, a tutt’oggi, non mi è stata data la possibilità di prendere visione dell’atto costitutivo della Fondazione. Ciò nonostante ho espresso un voto favorevole in merito alle attività degli Annali (ritornata in discussione nella seduta dell’8 novembre). Malgrado che, come Consigliere dell’Ordine, ho avuto l’invito agli eventi degli Annali, con mail del 15 novembre 2006 – ore 17.32 (le iniziative partivano lo stesso 15 novembre alle ore 9.00) continuerò a sostenere la Fondazione perché – come cercavo di dire poc’anzi – abbiamo un disperato bisogno di Cultura. Tengo a precisare che fornii il mio indirizzo e-mail, daccapo, in occasione della prima seduta di Consiglio alla quale ho partecipato e che, tramite un qualunque motore di ricerca, si può accedere immediatamente al mio sito, dal quale attingere un indirizzo di posta elettronica (a parte il prevedibile indirizzo vincenzo.perrone@unina.it). E a parte il fatto che mi dicono esista un giovane che, in vespa, sbriga le faccende dell’Ordine. Ovviamente, credo che sia una “leggenda metropolitana”. L’Ordine, comunque, ha grossi problemi di comunicazione, addirittura coi Consiglieri.

Nella mia “carriera” di Consigliere ho sempre avversato le “contrapposizioni” interne alla Categoria: giovani contro vecchi, liberi professionisti contro dipendenti, città contro provincia e via dicendo. Sono stupidaggini pericolose. Bisogna, invece, creare un clima di concordia e puntare, tutti insieme, agli stessi obiettivi. Ho sempre osteggiato i tentativi di gruppi che intendevano egemonizzare la categoria. La Facoltà di Architettura lo ha fatto, in un remoto passato (mi riferisco all’epoca di Marcello Canino, in cui gli architetti si recavano a votare, per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine, presso la Presidenza della Facoltà, col Rag. Marcello Ferrarese, dipendente della Biblioteca, che, albo alla mano, chiamava l’appello fuori la porta del Preside e gli Iscritti, uno ad uno, entravano a votare). Mai avrei pensato di dovermi trovare a tentare una difesa della Facoltà, la quale mi pare non molto coinvolta negli Annali, almeno a giudicare dai nomi che compaiono nel programma delle iniziative di quest’anno, inviato via mail ai Colleghi (uno dei quali, cortesemente, ha voluto trasmetterlo anche a me, altrimenti sarei rimasto all’oscuro di tutto). Si tratta, comunque, del file 580.pdf prelevabile dal sito dell’Ordine. Sono rimasto esterrefatto a causa l’assoluta abbondanza dei puntini sospensivi. Mancano, infatti, ben 8 relatori. Oltre, com’è stato notato, l’«inglese improbabile» di certi titoli, emerge un’idea di works in progress (spero che questo inglese sia più probabile) nientedimeno che durante lo svolgimento dell’iniziativa stessa.

Non intendo reiterare la richiesta di avere lo statuto degli Annali perché non voglio, in alcun modo, distogliere la Segreteria dall’opera – che credo sia in corso – di risposta alle mie richieste e domande, chiaramente formulate nella seduta di Consiglio del 31 ottobre 2006. Si proceda senza alcuna fretta, visto che, anch’io, sto approfondendo le indagini (con proficui risultati).

A proposito degli Annali, gradirei conoscere se corrisponde a verità il fatto che il curatore scientifico della Fondazione (come dichiarato dal Prof. Arch. Fabio Mangone) sia «retribuito con un compenso lordo superiore allo stipendio lordo di un professore ordinario di prima nomina». Nonché se corrisponde a verità che lo stesso curatore scientifico abbia provveduto, col proprio studio professionale, all'allestimento.

Chiedo, inoltre, se è vero che la Fondazione in questione sia priva di Comitato Scientifico, nonostante – pare – che la questione sia stata più volte sollevata in seno al Consiglio di Amministrazione. In tale ipotesi chiedo di conoscere i motivi per i quali, ad un anno e mezzo dalla costituzione della Fondazione, essa è ancora sprovvista del Comitato Scientifico e di precisare, a tal riguardo, gli orientamenti di quest’Ordine.

Dichiaro al Consiglio che non farò mancare il mio sostegno alle iniziative della Fondazione, perché essa mi sembra un progetto encomiabile e molto utile, all’immagine della Categoria e della nostra amata e sfortunata città.

Gli sforzi, per far decollare la Fondazione, devono essere unanimi e convinti. Non si può andare avanti all’insegna del dilettantismo. Ovviamente muovo questi appunti all’Ordine, non certo alla Facoltà (che mi sembra, per così dire, “parte lesa”).

Mi pare, purtroppo, che si possa andare incontro ad un clamoroso fallimento se:

a)      non migliori l’organizzazione, almeno pubblicizzando le iniziative con congruo anticipo, spedendo gli inviti, predisponendo manifesti e locandine, dotandosi di un addetto stampa che assicuri la più ampia “ricaduta” degli eventi, sulla stampa e sulle televisioni;

b)      non si coinvolgano i Colleghi in grado di fornire un fattivo contributo, accertandosi che vi sia un giusto “dosaggio” fra Architetti liberi professionisti, dipendenti e docenti universitari. E’ di tutta evidenza che è auspicabile una (non eccessiva) prevalenza di questi ultimi (laddove oggi Essi mi sembrano del tutto assenti, nella loro veste e a giudicare dai nomi dei partecipanti alle iniziative in corso). Entrambe le Facoltà di Architettura vanno ad ogni costo e adeguatamente coinvolte. Credo di essere l’unico Consigliere che ha titolo per rappresentare – indegnamente – la Facoltà e rivendico che essa occupi un ruolo pivot (assolutamente non egemone, ma adeguato all’apporto che può dare e che è indispensabile a conferire il necessario “spessore” culturale a quanto si va programmando);

c)      non si riveda qualche aspetto organizzativo e non si provveda, con la tempestività e l’oculatezza che mi sembrano necessarie, a comporre il Comitato Scientifico della Fondazione.

d)      si continui a non tenere informati i Consiglieri dell’Ordine su come sta operando la Fondazione e garantendo almeno un minimo d’informazione a tutti gli Iscritti. Non si può dare notizia di un’iniziativa dopo che essa è partita.

Dichiaro la mia piena disponibilità a lavorare per far decollare la Fondazione (senza alcun compenso e coadiuvato da Colleghi di buona volontà), fino a quando essa apparirà in grado di muoversi con le sue gambe. Ovviamente, se il Consiglio lo vorrà. Altrimenti continuerò ad assicurare il mio voto favorevole ad ogni iniziativa della Fondazione (che richieda l’approvazione del Consiglio dell’Ordine), augurandomi che ciò possa bastare e, come sempre, senza chiedere alcuna contropartita.

Visto che il Presidente – giustamente – mi accusò di non avere formalmente espresso la mia posizione circa l’organigramma di governo dell’Ordine, assunto da questo Consiglio, faccio notare che sono trascorsi una ventina di giorni da quando l’ho espressa, senza avere il benché minimo segno di riscontro. Si vuole che l’esprima daccapo?

 

Vincenzo Perrone

 

Napoli 21 novembre 2006

 

 

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