Comunicato n. 1: Riforma delle Professioni (Consigliere Vincenzo Perrone)

VP001/06-09

Al Consiglio dell’Ordine

Allego alla presente la proposta di legge d’iniziativa dei deputati Mantini ed altri, relativa alla riforma delle professioni intellettuali. La proposta proviene dalla maggioranza. Anzi, tende ad essere condivisa sia dalla maggioranza, sia dall’opposizione, unificando le proposte Mantini, Siliquini e Vietti.

In tale proposta (art. 20) si legge che spetta all’Ordine promuovere la formazione e l’aggiornamento permanente degli iscritti nonché (ancora art. 20) la verifica periodica della sussistenza dei requisiti per l’iscrizione all’albo.

All’art. 25 si legge che "Il professionista che non ottempera ai doveri di aggiornamento professionale e che interrompe l’esercizio professionale per un periodo prolungato, secondo i criteri stabiliti dall’ordinamento di categoria, è radiato dall’albo." Insomma il professionista che interrompe l’esercizio professionale (fosse anche per motivi di salute o perché impegnato in importanti esperienze di studio, di specializzazione e ha trascurato la professione) è espulso dalla Categoria.

Infine, all’art. 26, è ribadito che – violando l’obbligo di provvedere all’aggiornamento della propria formazione professionale – l’iscritto è passibile di sanzioni disciplinari, compresa la radiazione. Addirittura (art. 26) è testualmente detto che "Il professionista radiato può chiedere di essere reiscritto all’albo, sussistendone i presupposti, non prima di cinque anni dalla data di efficacia del provvedimento di radiazione". Insomma il tempo necessario a ripetere l’intero corso di laurea.

Ovviamente i costi – che potrebbero essere ingenti – dei corsi di aggiornamento professionale saranno sopportati dai Colleghi.

Per brevità non evidenzio altri provvedimenti contenuti nella proposta di legge allegata.

Di fronte a tali inverosimili proposte (che lasciano sconcertati, rendono difficile ogni commento, prevalendo l’incredulità e la consapevolezza di correre gravissimi rischi) chiedo:

a) che il Consiglio esprima il proprio parere sulla proposta di legge Mantini ed altri;

b) che i Colleghi siano adeguatamente informati (tramite circolare a stampa che sintetizzi le questioni e rimandi, per gli opportuni approfondimenti, al sito internet dell’Ordine). Ovviamente non è da escludersi la convocazione di un’assemblea generale degli iscritti, per dibattere l’argomento e raccogliere contributi di idee;

c) che si solleciti il Consiglio Nazionale degli Architetti a prendere le opportune iniziative e a riferire sui risultati che raggiungerà. 

Napoli 18 settembre 2006

 Arch. Vincenzo Perrone