Richiesta n. 1 dell'indirizzario email iscritti all'Ordine degli APPC di Napoli e provincia

Al Consiglio dell’ Ordine degli Architetti,
       Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di
Napoli e Provincia  
 
 
OGGETTO: richiesta dell’indirizzario e-mail degli iscritti
 
CampaniArchitetti, soggetto organizzativo ideato per la volontà di discutere ed analizzare le tematiche inerenti lo stato e la natura della professione, nell’ottica di contribuire, avvalendosi di progetti mirati, a stimolare un dibattito sulla condizione della categoria, ai sensi dell’ art. 24 comma 1 del D.Lgs. n. 196 del 30/06/2003, relativo ai vincoli imposti dalle legge sulla privacy,
CHIEDE
 
di ricevere l’indirizzario e-mail dei colleghi iscritti, per poter al meglio provvedere ad informare sulle iniziative che si intenderanno intraprendere.
        
Cordiali saluti
 
Napoli, 13 novembre 2006
 
    Il Responsabile del sito                                                                                      Il Portavoce

    Arch. Antonio Sassone                                                                             Arch. Vincenzo Perrone

N.B. La richiesta è stata acquisita al Protocollo dell'Ordine al n. 2383/OGV del 13 novembre 2006.

Comunicato n. 11: Terminale di controllo e gestione degli accessi del personale dipendente (Consigliere Vincenzo Perrone)

 
Al Consiglio dell’Ordine
 
Nella seduta di Consiglio del 26.06.06 – allorché, com’è noto, non facevo parte di tale organismo – si deliberò l’installazione, presso la sede dell’Ordine, di un terminale di controllo e gestione degli accessi del personale dipendente, con lettura biometrica (impronte digitali). Forse fu previsto, anche, il pagamento di un canone annuo per l’assistenza all’uso di un software, legato al funzionamento del suddetto terminale.
Essendo il personale dell’Ordine numericamente assai esiguo e formato da elementi dotati di notevole anzianità di servizio (per i quali non mi risulta vi siano mai state disattenzioni nel rispetto dell’orario di lavoro) trovo singolare la decisione di installare tale costosissimo dispositivo, basato sulla rilevazione “biometrica”, che giudico sgradevole e mortificante per il nostro personale dipendente, tutto formato da persone estremamente attente allo svolgimento delle loro mansioni, con puntualità e competenza. Sicché il riconoscimento biometrico appare, nel nostro caso, palesemente sproporzionato e non necessario.
E’ bene ricordare che, con provvedimento del 21 luglio 2005 (relatore On. Mauro Paissan) il Garante della Privacy ha vietato «l'uso generalizzato delle impronte digitali dei dipendenti per controllare le presenze sul luogo di lavoro», ritenendo «tale sistema troppo invasivo della sfera personale e della libertà individuale» ed adducendo che «per raggiungere lo stesso scopo si possono adottare altre tecniche più proporzionate, meno lesive della dignità dei lavoratori ed ugualmente efficaci»
Ricordando che il Codice in materia di protezione dei dati personali, in attuazione delle direttive 95/46/Ce e 2002/58/Ce, Decreto Legislativo 30 giugno 2003, â„– 196, prescrive che il trattamento di dati personali avvenga:
-        nel rispetto di principi di necessità e liceità, riguardo la qualità dei dati (articoli 3 e 11), chiedo se sia stata argomentata la necessità di rilevazioni biometriche, procedura di dubbia legalità nel nostro caso, essendo, come già detto, il personale formato da appena cinque elementi, con un’anzianità media di servizio elevata, caratterizzata dalla più scrupolosa osservanza degli orari di lavoro e dal perfetto adempimento dei doveri d’ufficio;
-        informando preventivamente e adeguatamente gli interessati (articolo 13), chiedo se tale preventiva ed adeguata informazione ci sia stata;
-        rispettando (essendoci il trattamento di dati sensibili) la necessità di informare il Garante, chiedo se tale comunicazione è avvenuta. E’ nota l’obbligatorietà di notificare, preferibilmente per via telematica, al Garante della protezione dei dati personali l’inizio del trattamento in questione, con apposito modulo, disponibile sul sito del garante www.garanteprivacy.it ;
-        adottando le misure di sicurezza idonee a preservare i dati da alcuni eventi tra i quali accessi ed utilizzazioni indebite, rispetto ai quali il responsabile del trattamento può essere chiamato a rispondere anche civilmente e penalmente (articoli 15, 31 e ss., 167 e 169 del Codice), chiedo se tali garanzie di riservatezza sono assicurate;
In qualità di Consigliere (in rappresentanza di «tutti i professionisti appartenenti all’albo» come sancito dall’art. 2 comma 3° del D.P.R. 8 luglio 2005 â„– 169) chiedo, altresì, di conoscere:
1)     gli estremi della Ditta che si è aggiudicata la gara ed, eventualmente, quali referenze ha prodotto;
2)     il costo sia della fornitura e del montaggio del materiale, sia del canone annuo di assistenza per l’uso del sistema di controllo;
3)     se sono obbligati all’uso di tale apparecchiatura tutti i soggetti frequentanti la sede e per i quali si predisponga, mensilmente, una busta paga oppure se, fra quanti usufruiscono delle retribuzioni riportate in una busta paga appositamente predisposta, alcuni non abbiano l’obbligo di registrare la loro presenza in sede, tramite rilevazione dell’impronta digitale;
4)     gli estremi del responsabile del trattamento dei dati rilevati (articoli 4, comma 1, lettera f) e g), 28 e 29 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196) e se questi abbia raccolto il preventivo consenso informato degli interessati.
Esplicitamente chiedo di sospendere il sistema di rilevamento delle presenze tramite impronte digitali (adottandone un altro) fino a quando non si provvederà a recepire pienamente il dettato del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, â„– 196 e le prescrizioni del Garante della privacy.
Distinti saluti
 
Napoli 10 aprile 2007                                                 Vincenzo Perrone
 
 
 
Allego:
  1. comunicato stampa del Garante per la protezione dei dati personali del 25 luglio 2005;
  2. provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 21 luglio 2005.
N.B.: Entrambi gli allegati sono stati scaricati dal sito del Garante per la protezione dei dati personali.

Comunicato n. 10: Sollecito risposte (Consigliere Vincenzo Perrone)

  
Al Consiglio dell’Ordine
 
Com’è noto, in occasione della seduta di Consiglio del 31 ottobre 2006, rilasciai una lunga dichiarazione a verbale, con la quale manifestavo le mie perplessità in merito alla corresponsione di indennità di presenza e di funzione a membri di questo Consiglio.
Non starò, adesso, a tediare chi mi legge ripetendo quanto già argomentato nella dichiarazione a verbale di cui sopra, con la quale chiedevo – ai sensi della Legge 241/90 – quegli elementi che giudico in grado di farmi maturare un’opinione, riguardo tali indennità. Sempre nella dichiarazione a verbale in parola, formulavo 13 domande al Consiglio.
E’ vero che, verbalmente, ho invitato quanti avrebbero dovuto fornirmi gli elementi richiesti e rispondere alle mie domande, di procedere senza fretta, sia per non arrecare disturbo, sia, soprattutto, per innescare una serena e profonda riflessione sulla questione sollevata.
Non volevo – e non voglio – che si risponda alle mie domande, senza riflettere e/o senza, eventualmente, interpellare quanti potrebbero contribuire a inquadrare bene i problemi, trovandone le più convincenti soluzioni.
Devo, però, prendere atto che sono trascorsi ben cinque mesi da quando avanzai le mie richieste e formulai le mie domande, senza avere il benché minimo segno di riscontro. Nel frattempo proseguono le suddette corresponsioni di denaro (alle quali, com’è noto, io ho rinunciato, “perdendo”, fino a questo momento, 3150 Euro).
Devo, a questo punto, garbatamente sollecitare quanti ricoprono le cariche istituzionali a fornirmi gli elementi richiesti e rispondere alle mie domande.
Ancora non voglio essere pressante, perché presumo che si stia riflettendo sulle questioni da me sollevate e predisponendo risposte chiare e convincenti, che mi tranquillizzerebbero del tutto, inducendomi, addirittura, ad accettare anch’io le indennità di presenza, per il futuro (giacché a quelle fino ad oggi maturate, vi ho rinunciato in maniera risoluta e definitiva).
Si continui, allora, a procedere con calma, a riflettere a consultare chi si ritiene opportuno.
Non vorrei, però, che trascorrano ancora altri mesi inutilmente.
E’ evidente che, se la lentezza (non voglio dire l’inerzia) dovesse molto perdurare, mi vedrò costretto, mio malgrado, ad attivare tutte le iniziative che reputerò necessarie.
Cordiali saluti
 
Napoli 29 marzo 2007                                                                   Vincenzo Perrone

Comunicato n. 9: Risultati delle elezioni per il Delegato Inarcassa (Consigliere Vincenzo Perrone)

  
Al Consiglio dell’Ordine
Devo prendere atto, con rammarico, che è mutato il modo di intendere l’essere Presidente dell’Ordine.
Il nostro Ordine conta 7510 iscritti. Chi assume la carica di Presidente deve rappresentare tutti gli altri 7510 – 1 = 7509 Architetti, ponendoli sullo stesso piano. Non si può essere Presidente di una parte, per giunta perdente.
Alle ultime elezioni suppletive per il Delegato Architetto della Provincia di Napoli, c’erano 10 candidati, ovviamente tutti iscritti all’Albo. Il Presidente avrebbe dovuto assumere l’atteggiamento che il suo ruolo gli imponeva: trattare i 10 iscritti – candidati alle elezioni Inarcassa – alla stessa maniera, senza propendere per l’uno o per l’altro. Avrebbe dovuto, tutt’al più, invitare gli iscritti a votare, secondo coscienza, per il candidato ritenuto più idoneo a rivestire l’importante ruolo di Delegato Inarcassa ed augurare, a tutti i candidati, un sincero “in bocca al lupo”. Avrebbe dovuto – prima dello spoglio – assicurare all’eletto tutta la collaborazione atta a sostenere, nel migliore dei modi, i colleghi nei rapporti con l’Inarcassa, spesso non facili, con ciò rispettando la volontà dell’elettorato. Questa è la Democrazia: il rispetto della volontà dell’elettorato.
Invece è accaduto che il Presidente è stato il primo firmatario di un appello – inviato per posta a tutti gli iscritti Inarcassa – che invitava a votare per uno dei 10 candidati in campo e, addirittura, insinuando il sospetto che altre candidature potessero rappresentare un «tentativo indirizzato a destabilizzare la continuità dell’azione politica elaborata da questo Consiglio negli ultimi dieci anni.» La citazione è presa dal depliant elettorale del candidato sostenuto dalla maggioranza del Consiglio.
E’ accaduto che il candidato sostenuto dal Presidente è stato battuto, seppure per pochi voti. Tale candidato era, nientedimeno, il Segretario in carica!
Credo che adesso occorre riconoscere l’errore commesso ed ammettere che, in realtà, non vi era nessun «tentativo indirizzato a destabilizzare la continuità dell’azione politica elaborata da questo Consiglio negli ultimi dieci anni.» Altrimenti c’è da prendere atto che detta «azione politica» è stata bocciata dall’elettorato, almeno da quella parte – importante – che esercita la libera professione.
Ricordo che, sollecitato dal Presidente, ad esprimermi sull’organigramma di governo dell’Ordine, approvai e sostenni detto organigramma, senza ottenere alcun segno di riscontro. Esortai, altresì, a mettere da parte i contrasti che già c’erano allorché entrai nel Consiglio (il 15.09.06), giungendo ad una elevata omogeneità ed armonia tra i Consiglieri, nello svolgimento del loro mandato. Proposi una soluzione dei problemi, lasciando inalterata la Presidenza, la Segreteria e la Tesoreria ed intervenendo solo sulle sette Vicepresidenze, che mi sono sempre apparse un po’ troppe ed il primo di una lunga serie di errori. Mi dichiarai pronto ad assolvere un mandato esplorativo per sanare i contrasti, per ritrovare una larga intesa fra i Consiglieri, senza chiedere nulla per me. Quale fu la risposta? Sono stato ignorato.
Mi pare, adesso, giunta l’ora di voltare pagina e di accogliere, finalmente, i miei inviti alla moderazione, alla riappacificazione, al dialogo, alla serenità d’animo, affinché questo Consiglio possa chiudere il suo mandato esibendo, ai Colleghi, almeno un sufficiente numero di successi raggiunti. Insomma, occorre attuare un’«azione politica». Non certo destabilizzarne una – oggi – inesistente.
Occorre prendere atto che la Cassa ha già deliberato la ricostituzione del Comitato Nazionale dei Delegati con la nomina dell’Arch. Beniamino Visone, giovane e valente collega, amico di molti di noi.
Credo che si possa ancora porre rimedio agli errori commessi, dimenticarli e imboccare la strada giusta. Auspico che ciò accada, che si accolga la mia mano tesa. Infatti sono ancora pronto – se il Consiglio lo vorrà – a mediare, adesso anche col Delegato in carica. E’ impossibile assistere i colleghi senza la fattiva, leale e forte collaborazione con Delegato democraticamente eletto.
Sarebbe un errore dare vita a reazioni scomposte e biliose, che voglio augurarmi non ci saranno. 
 
Napoli 27 febbraio 2007                                               Vincenzo Perrone

Pagine