Resoconto delle iniziative promosse nell'ambito della rassegna Progettare Abitare Costruire in Mostra
Progettare Abitare Costruire in Mostra, Napoli 10-20 Giugno 2010
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Nei giorni 15 e 16 giugno si sono svolte le due iniziative organizate da campaniArchitetti nell’ambito della rassegna “Progettare abitare costruire in mostra” curata da On comunication di Mario Abbisogno e Valentina Colace. Entrambe le iniziative hanno avuto il patrocinio del’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia e dello IACP e sono state sponsorizzate dalla ditta Gargiulo e dalla ditta Mahela Caffè (caffè Passalacqua).
Nel pomeriggio del 15 si è tenuto il dibattito “Dal design classico al compasso di latta” al termine del quale sono stati proclamati i vincitori del concorso di design. Il dibattito, moderato dall’arch. Marina Lala, socia di campaniArchitetti, ha visto, per primo, l’intervento dell’arch. Benedetto Gravagnuolo che ha sottolineato positivamente l’idea di dare spazio al design nell’ambito di una manifestazione popolare come la fiera della casa, in quanto in tal modo si pone l’accento sulla ricerca della qualità dell’abitare, oggi sempre più attuale.
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Inoltre, secondo Benedetto Gravagnuolo, “la filosofia” che ispira il premio del compasso di latta predilige una ricerca non convenzionale, che va oltre il minimalismo dell’indiustrial design. Quest’ultimo, in effetti, nasce e si afferma come una produzione destinata ad un mercato elitario, ma risente oggi, non solo della crisi economica e dei consumi, ma di una crisi più generale del rapporto con le risorse del pianeta in cui si fanno strada i concetti di sostenibilità di riciclo, di un uso più responsabile e socialmente solidale delle risorse stesse. In questa direzione, il compasso di latta intende frasi promotore di questi nuovi valori, suggerendo nuovi criteri di valutazione che premino il significato sociale dei prodotti di design, ha ribadito Riccardo Dalisi, che ha annunciato anche l’intenzione di costituire una segreteria napoletana del compasso di Latta. Nelle sue opere, d’altronde egli ha sempre cercato di esprimere i caratteri tipici della sensibilità napoletana arricchendo il razionalismo dominante nel design con una nuova apertura verso il mondo della fanatasia e del gioco.
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Il critico d’arte Marco Petroni ha poi proiettato e commentanto alcune immagini di opere che incarnano lo spirito ed i nuovi valori creativi promossi dal compasso di latta.
Il pomeriggio di martedì 15 si è cocluso quindi con la proclamazione dei vincitori del concorso di design
I concorrenti che hanno partecipato alla sezione A, design classico, sono:
La commissione di valutazione, formata da Riccardo Dalisi, Benedetto Gravagnuolo, Servodidio Raffaele Criscuolo Tiziana D’Amico, Valentina Colace e Mario Abbisogno, ha assegnato all’unanimità il primo premio al lavoro dell’ arch. Rosa De Paola apprezzando l’idea progettuale “romantica e naturalistica”, le adeguate proporzioni dell’oggetto che lo rendono verosimilmente realizzabile e commerciabile, il suo essere contemporaneamente articolo di design e di arredo, con la sua forma avvolgente ed i suoi colori che lo rendono un oggetto baricentrico per una idea di arredamento. Sono poi state conferite due menzioni speciali rispettivamente al progetto dell’arch. Giulia Gargiulo ed a quello degli Architetti Di Pietro, Francese e Teneriello (in gruppo) che, a giudizio della commisione, presentano una sostanziale affinità con lo spirito della sezione del compasso di latta ed evidenziano così la continuità tra le due sezioni del concorso. Per tale motivo queste opere saranno inviate al Design Museum della Triennale di Milano. Per quanto riguarda la sezione B del concorso, il compasso di latta, hanno partecipato:
La Commissione ha proposto una segnalazione di validità per tutti, da concretizzare con la trasmissione delle opere al Design Museum della Triennale di Milano. Si è infatti ravvisato un buon livello dei lavori, pienamente rispondente agli obiettivi guida del premio. In particolare, appare raggiunto l’intento primo di sottolineare e guidare l’interesse o, se vogliamo, il sogno di un design che vada verso contenuti sostenibili ai grandi problemi del momento già indicati nei temi e negli argomenti della sostenibilità.
Il primo premio è, quindi, assegnato al lavoro di Isabella Bonati, Eirini Vigliari e Luca Zacchi per il chiaro ed esplicito intento di natura sociale: il riuso di copertoni e altre iniziative in regioni povere del mondo.
Due menzioni speciali, invece, sono attribuite all’arch. Alessandra Lagozino ed all’arch. Grazia Torre.
Ai vincitori, oltre al premio in denaro previsto dal bando di concorso, Campaniarchitetti attraverso i soci Beniamino Visone e Francesco Cesaro, ha offerto anche un premio ricordo, consistente in una delle crezioni appartenenti alla serie dei compassi di latta di Riccardo Dalisi.
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Il pomeriggio del 16 si tenuto poi il dibattito su "La casa abitabile: flessibilità ed ampliamento reversibile”, moderato dall’arch. Biagio Passalacqua, socio di campaniArchitetti.
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L’arch. Mario Abbisogno, che ha preso per primo la parola, ha introdotto le relazioni soffermandosi sul significato che la parola abitabilità ha assunto storicamente, nella trattatistica prima e nella manualistica poi, ed evidenziando come da sinonimo di salubrità, quale era tradizionalmente inteso, va acquisendo oggi nuove implicazioni che chiamano in causa l’importanza della relazione tra gli spazi interni e quelli esterni nella connotazione della bellezza.
Poi è la volta di Vincenzo Acampora, presidente IACP, che ha affrontato la questione dell’abitare ponendo l’accento sulla nuova domanda abitativa connessa alla crisi economica che ha colpito soprattutto i ceti medi ed alla conseguente difficoltà di reperire abitazioni a costi accessibili. Rispetto a questa nuova domanda il Piano Casa potrebbe essere uno strumento utile, ma, secondo Acampora, andrebbero introdotte delle modifiche in termini di semplificazione. |
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L’intervento dell’architetto Paolo Giardiello, docente della Federico II, ha proposto una riflessione sul significato di alcune parole chiave rispetto al tema dell’abitabilità. In natura, ha detto Giardiello, lo spazio è vuoto finchè l’uomo non gli attribuisce dei contenuti. Tali contenuti, vanno oltre la materialità dei volumi costruiti, tanto che i principi dell’abitare, secondo Giardiello, si ritrovano anche presso le popolazioni nomadi ogni volta che viene messa su una tenda. Lo spazio dell’abitare è infatti, più propriamente, il focolare, il luogo in si rispecchia il carattere e la vita di colui che lo abita. Sarebbe pertanto più giusto passare dal concetto di “interno” a quello di “interiorità”.
Giardiello si è soffermato poi sul termine “casa” sottolineando come nelle lingue anglosassoni ad esso corrispondano due vocaboli, house e home ad indicare la differenza tra la costruzione e lo spazio dell’abitare. Ancor più ricche sono poi le sfumature di significati nelle lingue scandinave dove esiste un terzo vocabolo che significa lo stare a casa, come lo stare nel luogo delle proprie memorie. A questo significato più profondo dell’abitare si collega il ruolo dell’arredamento come mezzo per conferire allo spazio interno il carattere e l’individualità di chi lo abita. Anche nella progettazione dell’edilizia popolare, secondo Giardiello, bisognerebbe cominciare a pensare all’arredamento, non come a qualcosa di accessorio e successivo al progetto degli spazi, ma come parte importante di una progettazione globale.
I temi di riflessione di Giardiello sono poi stati ripresi ed approfonditi da Nicola Flora, docente dell’università di Camerino, che ha raccontato del progetto di ricerca sperimentale “L’architettura del paguro” di cui è protagonista con i suoi studenti e con la collaborazione di diversi imprenditori marchigiani. Con questo progetto si cerca di fornire risposte al modo di vivere di oggi, in cui per ragioni di studio, di lavoro o semplicemente di svago ci si sposta sempre più frequentemente e in cui l’immagine del paguro, suggerisce l’idea di una casa che si sposta con i suoi abitanti. La ricerca della qualità nel progetto degli spazi minimi, sottolinea Flora, richiede un impegno particolare e l’arredamento può svolgere un ruolo importante se pensato insieme allo spazio. Inoltre, sarebbe necessaria una ridefinizione più attuale degli stessi standard minimi, tenendo conto che la compressione dello spazio privato può avvenire soltanto se contemporaneamente di potenziano e qualificano gli spazi pubblici.
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L’arch. Simona Servodidio, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia, ha concluso la serie degli interventi sottolineando la difficoltà dei giovani architetti ad inserirsi nel mondo del lavoro e gli effetti controproducenti che spesso le normative edilizie possono produrre, riducendo i già precari spazi di lavoro per i giovani. L’arch. Servodiddio ha sottolineato l’impegno dell’ordine din tale direzione e la volontà di sostenere iniziative come questa volte a sollecitare il confronto tra i colleghi.
Al termine delle relazioni sono stati quindi proclamati i vincitori del Concorso “La casa abitabile: misura, proporzioni, modularità” .Per la sezione A, Nuove case, hanno partecipato:
Il primo premio è stato assegnato al lavoro presentato dagli Architetti Giuseppe Gargiulo e Teresa Alessandra Di Lauro. La commissione ha apprezzato in particolare il fatto che proporzione e modularità siano state ottenute attraverso la logica della sottrazione, e che il vuoto, il non costruito costituisca l’elemento caratterizzante dell’intervento.
Per la sezione B, Rinnovo dell’abitabilità, i concorrenti che hanno partecipato al concorso sono:
Il primo premio è stato assegnato quindi al lavoro dell’arch. Angela Uccella, per la capacità di evidenziare ed integrare il rapporto tra interno ed esterno, nonostante l’immobile sia ubicato in un contesto cittadino di difficile caratterizzazione, come evidenziato dallo stesso progettista nella relazione di accompagnamento. Come per il primo concorso, anche i vincitori del concorso di progettazione hanno ricevuto un ulteriore premio da parte di campaniarchitetti, consistente in una delle crezioni appartenenti alla serie dei compassi di latta di Riccardo Dalisi.
Campaniarchitetti ringrazia i colleghi che hanno partecipato alle iniziative proposte ed in modo particolare il comitato organizzaitvo che ha lavorato per concretizzarle: gli architetti Andrea Auletta, Raffaele Cardone, Nunzia Coppola, Tiziana D'Amico, Marina Lala, Cristina Passalacqua, Margherita Rocco, Sergio Sembiante. |
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Resoconto della iniziativa n. 14
Iniziativa n.14 - Napoli, 12 Febbraio 2010|
Clicca qui se desideri visionare il servizio televisivo del VG21 La nomina dei nuovi soci onorari di Campaniarchitetti si è volta venerdì 12 febbraio nel contesto di un pomeriggio in musica, organizzato per festeggiare l’evento e ringraziare coloro che hanno manifestato la vicinanza alla vita dell’associazione, fornendo un prezioso contributo di idee alla realizzazione di molte iniziative culturali. I tre novi soci onorari, Francesco Cassese, Riccardo Dalisi e Gerardo Mazziotti si affiancano dunque a Lucio Morrica, primo socio onorario nominato nel dicembre dell’anno appena passato. |
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In rappresentanza dell'associazione, l’arch. Francesco Cesaro ha spiegato le ragioni di queste nomine e tracciato un breve profilo dei nuovi soci onorari che peraltro, molti hanno conosciuto ed apprezzato per le loro qualità umane e professionali. Riccardo Dalisi, docente universitario e designer di fama internazionale, capace di dare anima e bellezza alle cose più semplici con la sua ispirazione visionaria, Franco Cassese, anch’egli docente universitario, amatissimo per la sua capacità di dialogare con gli studenti, Gerardo Mazziotti, la cui attività eclettica si è esplicata nella progettazione, nella ricerca e soprattutto nella difesa appassionata del destino urbanistico ed architettonico della nostra città, come testimonia la vicenda Bagnoli. |
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Resoconto della iniziativa culturale n.13
Iniziativa n.13 - Napoli, 3 Dicembre 2009|
Giovedì 3 dicembre, presso l’hotel Alabardieri di Napoli, si è svolto l’incontro organizzato da campaniArchitetti per presentare il libro di Lucio Morrica “Antico e nuovo. Progetti e realizzazioni 1971-2007”. Il volume, edito dalla Clean, sintetizza l’intensa attività dell’architetto e professore Morrica sui temi dell’integrazione dell’architettura moderna nei contesti storici stratificati e della rivitalizzazione stessa dell’antico, offrendo un importante contributo per la riflessione al mondo professionale ed accademico. |
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Massimo Calenda ha, quindi, introdotto il dibattito, sottolineando l’aspetto in qualche modo rivoluzionario dell’opera dell’arch. Morrica, che in una realtà come la nostra, dominata dall’immobilismo, è riuscito a “fare” e a “fare bene”, recuperando e rivitalizzando importanti opere del passato, come nel caso del Ponte Real Ferdinando sul Garigliano.
Si è svolto lunedì 6 luglio l’incontro su “Bagnoli: quale futuro?” che campaniArchitetti ha organizzato accogliendo i numerosi spunti di riflessione che Bagnolineide, il libro recentemente pubblicato da Gerardo Mazziotti, pone all’attenzione della nostra categoria professionale. | ||||||||||





























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